The Drama - Recensione: Un segreto è per sempre

The Drama - Recensione: Un segreto è per sempre

Parte come romcom, sfocia nel thriller e finisce per diventare un saggio sul vero amore che sembra di aver già letto da qualche parte. Il target di The Drama, l’ultimo film di Kristoffer Borgli – regista di Sick of Myself e Dream Scenario – è sicuramente un pubblico che non vuole sentirsi realmente preso in causa e a cui viene servito esattamente ciò che aveva richiesto. L’unico evidente (e prevedibile) punto di forza è la recitazione di Zendaya e Robert Pattinson


La trama è presto detta: Emma (Zendaya) e Charlie (Robert Pattinson) sono due circa-trentenni molto innamorati in procinto di sposarsi. Pochi giorni prima, a cena coi due loro amici Rachel (Alana Haim) e Mike (Mamoudou Athie), mentre assaggiano per l’ultima volta il menù previsto per il matrimonio, parte un po’ per gioco una sfida: ognuno deve confessare la cosa peggiore che ha fatto. 

Se Mike e Rachel, coppia sposata, conoscono già i reciproci segreti, Emma e Charlie non hanno ancora scavato così a fondo l’uno nell’altra. Sarà proprio la confessione di Emma a destabilizzare l’equilibrio della coppia, attentando all’imminente matrimonio. 


Ora, considerando la filmografia di Borgli, le aspettative non potevano che essere alte. Nell’innovativo e davvero scomodo Sick of Myself (2022) viene portata all’estremo la vena narcisistica che scorre in tutti in una storia originale che, senza alcun tipo di moralismo e senza indorare la pillola, ci rimanda indietro la nostra immagine, poco importa se è attuale o solo potenziale. 

L’assurdità della situazione permette di guardarla a debita distanza e persino di riderne, senza tuttavia smettere di sentirsi sotto accusa


Già in Dream Scenario (2023), primo film in inglese per il regista norvegese, si intravede un’attenuazione di intensità rispetto all’intenzione di scavare fino al marcio. Eppure lo spirito di inchiesta sociologica ancora sopravvive e trova terreno fertile nel disagio umano. Si esplora con lente quasi filosofica il complesso meccanismo della responsabilità e della colpa, protagoniste anche del suo ultimo lavoro ma stavolta senza alcun cinismo. 


Quello che The Drama riesce a fare, invece, è solamente soddisfare il  puro e semplice voyeurismo su cui si basa almeno una parte dell’esperienza cinematografica: ci intrufoliamo nella vita degli altri e speriamo di avere accesso alla loro interiorità per poterne ricavare l’impressione di conoscerli davvero. 


Il segreto e la sua confessione potevano essere trattati in mille modi diversi: mi viene in mente a questo proposito Confidenza, film italiano del 2024 in cui risulta vincente una precisa scelta registica e narrativa che lo rendono un thriller ansiogeno e soprattutto senza alcuna morale scontata da impartire. 

The Drama - Recensione: Un segreto è per sempre

Qui Borgli non osa, non si spinge oltre ciò che ci si poteva aspettare già dal trailer: stringe un patto con lo spettatore e si dimostra fin troppo leale nel rispettarlo.


La regia chirurgica e la fotografia in cui prevale una luce fredda e argentea – da sala operatoria o magari da tribunale – riescono a operare una dissezione sul volto dei due attori protagonisti che costituiscono l’unico elemento degno di nota. 


Zendaya e Pattinson hanno dimostrato una sintonia sincera tanto sullo schermo quanto durante la promozione del film, e il viaggio emotivo attraversato dai loro personaggi ha permesso loro di dare prova di una gamma di espressioni davvero notevole (seppur anticipabile). 

È uno di quei casi in cui gli attori gettano l'ancora di salvezza a un film di per sé molto debole che altrimenti sarebbe affondato.


Forse è stata proprio la scelta di un cast così noto a determinare l’essenza puramente commerciale del film, e in tal senso bisogna dargli credito per essere riuscito ad individuare il proprio target e a non deluderlo. 


Un altro elemento che spicca in positivo è la costruzione del personaggio di Rachel: così tranchant, vendicativa e ipocrita, incarna di fatto una certa cultura (soprattutto social) che tende a ipostatizzare le persone nel loro momento peggiore, quando questo viene a galla. Ogni possibilità di crescita e maturazione viene annientata. Eppure la sua confessione era forse la più crudele


Purtroppo, per quanto mi riguarda, va comunque a inserirsi tra quei film – come Materialists, del settembre scorso – che sembravano avere qualcosa di fresco da dire sull’amore e che invece hanno semplicemente ricalcato un disegno già tracciato che evidentemente dà conforto e sicurezza, senza offrire prospettive nuove.