Project Hail Mary - Recensione: L'ultima missione

Project Hail Mary - Recensione: L'ultima missione

L’ultima missione: Project Hail Mary, sotto la regia di Phil Lord e Christopher Miller, è un film tratto dal romanzo di Andy Weir, pubblicato nel 2021.

Si tratta di un’opera costruita su una sceneggiatura ben ritmata, capace di alternare momenti di leggerezza e profondità realizzando uno spettacolo sci-fi molto godibile per lo spettatore.

In questo equilibrio emerge l’abilità di Drew Goddard, che si era già occupato dell’adattamento di The Martian diretto da Ridley Scott nel 2015, tratto da un altro romanzo dello stesso autore.

La vera forza del film risiede nella centralità della parola, che diventa lo strumento principale per costruire il legame tra il dottor Grace, interpretato da Ryan Gosling, e Rocky, l’unico eridiano sopravvissuto nella navicella Blip-A.

I due sono uniti da una missione comune: salvare i propri pianeti, minacciati dal raffreddamento dei loro soli a causa degli Astrofagi, organismi che si nutrono di energia solare e si muovono lungo una traiettoria particolare chiamata linea Petrova.

All’interno di questa cornice si sviluppa un’amicizia capace di infondere coraggio e di far emergere nuovi aspetti di sé e dell’altro. È un rapporto autentico, che mette in luce pregi e difetti senza arroganza, ma con ironia e comprensione.

Non mancano momenti in cui il protagonista sorride dei propri limiti. Esplicativa è la situazione in cui, dopo essersi appena conosciuti, Grace fraintende il gesto di Rocky, credendo che si limitasse a picchiettare per fare rumore, salvo poi rendersi conto, con un certo imbarazzo, che stava cercando di indicargli un oggetto.

Episodi come questi, oltre a divertire, mostrano come sia possibile accettare le proprie imperfezioni senza vergogna.

I limiti non ostacolano solo la comunicazione, ma spesso impediscono anche una piena consapevolezza di sé.

La storia prende avvio quando il docente si risveglia improvvisamente sulla Hail Mary, senza ricordare chiaramente il proprio passato, che viene successivamente rievocato tramite flashback.

Si trova solo, in un ambiente immenso e sconosciuto, e deve affrontare non solo le difficoltà esterne, ma anche le proprie paure dal momento che si tratta di un viaggio di sola andata.

Il tema della solitudine è centrale. Inizialmente vissuta come smarrimento, soprattutto dopo aver scoperto il decesso dei colleghi, diventa progressivamente un’occasione di crescita.

L’isolamento obbliga Grace a confrontarsi con sé stesso, portandolo a una maggiore consapevolezza. Da insegnante di scienze insicuro delle proprie abilità, con un dottorato in biologia molecolare, diventa una dimostrazione vivente di sapersela cavare come viene confermato nel videodiario di bordo rivolto a Eva Stratt, interpretata da Sandra Hüller.

L’incontro con Rocky segna una svolta. Nonostante le profonde differenze, tra i due nasce un legame basato su fiducia e curiosità reciproca.

Qui emerge anche il tema dell’empatia. La volontà di comprendere l’altro supera ogni barriera linguistica e culturale. Le dinamiche tra i due creano momenti di leggerezza e regalano sorrisi allo spettatore.

Come accennato in precedenza, le sfide comunicative diventano occasioni di crescita e momenti ironici. Grazie all’eridiano, l’uomo impara a guardarsi con maggiore onestà. Accetta i propri limiti e comprende che il coraggio non consiste nell’assenza di paura, ma nella capacità di agire nonostante tutto.

La convivenza tra i due diventa buffa e stimolante, ma anche drammatica realizzando un ritmo molto ricco di emozioni.

Creano una collaborazione profonda e umana, fatta di gesti piccoli ma significativi, come gli abbracci suggeriti dalla vicinanza delle teste separate da una lastra di vetro. Entrambi non possono vivere uno nell’ambiente dell’altro senza precauzioni, ma il loro impegno reciproco mostra la forza dell’umanità anche nelle difficoltà.

La purezza del loro legame richiama quella che spesso si instaura tra esseri umani e animali.

L’età di Rocky non è nota, ma è certamente molto avanzata, poiché ha vissuto almeno 180 anni con la sua compagna soprannominata poi Adriana dal dottor Grace.

Sul suo corpo porta inoltre segni evidenti del tempo trascorso, tracce di un’esistenza lunga e vissuta.

Sicuramente si tratta di un essere alieno che possiede grande intelligenza e notevoli capacità tecniche, arrivando a insegnare molto anche al dottore.

In questo percorso si inserisce un ribaltamento del concetto di eroismo. Il professore afferma inizialmente di accettare l’idea di non tornare a casa, come se fosse pronto al sacrificio. Tuttavia, quando intravede la possibilità di salvarsi, reagisce in modo profondamente umano: si emoziona e piange. Quando Rocky gli fa notare la contraddizione, ricordandogli le sue parole, Grace sorride e si commuove. In quell’espressione emerge tutta la sua autenticità.

Il protagonista non è un eroe perfetto, ma una persona reale, con paure e contraddizioni. Questa fragilità lo rende credibile e vicino allo spettatore. Il suo percorso non è quello di chi non prova paura, ma di chi impara a riconoscerla e affrontarla, reagendo a circostanze non scelte.

L’umanità attraversa tutto il film e coinvolge anche il personaggio di Eva Stratt. La scena del karaoke, dopo il dialogo con Grace, mostra come la vita continui nonostante le difficoltà e come ognuno scelga il modo di affrontarla nel tentativo di apprezzare di più il presente. Tuttavia, solo in un secondo momento nello spazio, l’attore principale pronuncia la frase ʺmi godo il momentoʺ, sintetizzando la lezione appresa.

Accanto alla centralità della scienza emerge una riflessione quasi esistenziale. La conoscenza scientifica è fondamentale per affrontare i problemi, ma non può spiegare tutto. Restano aspetti legati al senso della vita e all’esperienza umana che vanno oltre la razionalità.

Questo tema si evidenzia anche nella scelta del nome del progetto, Hail Mary, e nello scambio di battute tra Grace e Stratt: ʺLei crede in Dio? ʺ ʺMeglio dell’alternativaʺ.

Dove la scienza trova limiti, affiora la necessità di credere in qualcosa che vada oltre.

L’amicizia rappresenta il cuore della storia. È una forza che permette di superare differenze e timori. Attraverso questo legame, il dottore cresce, impara a conoscersi meglio e ad affrontare la realtà con maggiore consapevolezza.

In questo viaggio nello spazio, si percorre anche una dimensione interiore e sociale che riesce a far sorridere e a emozionare allo stesso tempo.