Captain Marvel (2019): La Recensione

Captain Marvel: il puzzle ora è completo

Captain Marvel

Siamo negli anni novanta. Carol Danvers, dopo aver acquisito poteri sovrannaturali a causa di un incidente, lascia il pianeta per entrare in un corpo militare intergalattico Kree. Dopo sei anni, a causa di rocamboleschi eventi, fa ritorno sulla Terra senza però ricordare nulla.
Sul suo pianeta natale, si ritroverà a combattere al fianco di un Nick Fury alle prime armi contro gli Skrull e il loro leader Talos, pronto a un’invasione senza precedenti. Ma qualcosa di oscuro e segreto si cela dietro a tutto questo.

Il puzzle si è finalmente completato. Tutti gli eroi che faranno squadra nella battaglia contro Thanos in Avengers: Endgame (2019) sono stati presentati. Mancava solo lei, la potente e sconosciuta Captain Marvel, dotata di capacità  fuori dalla portata anche di un eroe del calibro di Thor. Ad interpretare l’iconico personaggio femminile troviamo una Brie Larson in splendida forma, capace di donare quella freschezza e quella simpatia che mancavano al MCU.

La pellicola, affidata alla regia di Anna Boden e Ryan Fleck, ha il difficile compito di collegare e spiegare tutti gli elementi ancora in sospeso prima del gran finale. La genesi dell’eroina è molto affascinante e per certi versi ricorda la storia di Peter Quill, a causa del misterioso passato che li accomuna. Purtroppo però, se per il leader dei Guardiani della Galassia ci sono voluti 2 film per chiarire tutti i particolari mancanti, per Carol Danvers dovevano per forza spiegare tutto nella prima pellicola. Il risultato finale ne fa le spese, poichè il susseguirsi degli eventi risulta a tratti troppo frettoloso e poco chiaro. Un esempio lampante di questa rapidità nella sua evoluzione, la si percepisce quando lei in pochi minuti riesce a controllare perfettamente i suoi poteri, diventando praticamente invincibile e riuscendo a sconfiggere in pochi minuti il villain.

Captain Marvel

Le ambientazioni e le battaglie spaziali, benchè abbiano evidenti richiami a Star Wars, sono visivamente eccellenti. Inoltre, viene fatto un uso stratosferico della CGI, sia per i combattimenti che per il ringiovanimento di un impeccabile Samuel L. Jackson. Proprio quest’ultimo ancora una volta non delude le aspettative, interpretando un Nick Fury diverso dal solito, molto più ironico e spassoso, ma allo stesso modo convincente. Discrete anche le performance di Jude Law e Ben Mendelsohn, nei panni dei rispettivi leader di Kree e Skrull. Inoltre a completare il cast corale: Clark Gregg (nei panni di un giovane Coulson) e uno sprecato Lee Pace nuovamente nelle vesti di Ronan l’accusatore.

Captain Marvel nella sua totalità è un buon film, che fa chiarezza su alcuni punti cardine per il gran finale, e che, comunque, riesce ad offrire un ottimo intrattenimento per 2 ore. Di certo i difetti non mancano, soprattutto nell’equilibrio di un lungometraggio, a tratti troppo sbrigativo nel mostrare l’evoluzione della nostra eroina, ma che, come sappiamo tutti, aveva la principale funzione di aumentare l’hype per Avengers: Endgame (2019), che probabilmente rappresenta il progetto cinematografico corale più importante del nuovo millennio.

Voto: 7.25

A cura di Kowalski

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