Dragon Ball Super: Broly (2019): La Recensione

Dragon Ball Super: Broly – Il successo del ritorno al passato

Dragon Ball Super: Broly

Dopo la distruzione del pianeta Vegeta, tre Saiyan furono dispersi nello spazio, costretti a diversi destini. Mentre due di loro sono finiti sulla Terra, il terzo è stato cresciuto con un ardente desiderio di vendetta, sviluppando così un potere infinito. Il momento per questa vendetta è finalmente arrivato: i tre destini si incroceranno in una battaglia che metterà in pericolo l’intero universo. Goku è tornato ad allenarsi duramente e Vegeta lo segue per non mollare il colpo. Ma quando conosceranno questo Saiyan, le cose per loro si complicheranno molto.

Il ritorno di Dragon Ball con la nuova serie Dragon Ball Super ha diviso il pubblico. C’è chi lo ha amato per le animazioni fresche e al passo con i tempi, ma c’è anche chi lo ha detestato per il tono decisamente più allegro e meno epico.

Con questo nuovo film hanno cercato di accontentare entrambi gli schieramenti, riportando in auge lo storico personaggio di Broly, adattandolo però alla continuity di Super e resettando la sua storyline. Il risultato finale è notevole, poichè il Leggendario Super Saiyan ha una profondità decisamente maggiore, e sembra non essere più solo una macchina di distruzione, mossa solo dal fastidio del lamento di Goku da neonato. Inoltre la trama della pellicola è più chiara e credibile, poiché viene dato il tempo a Paragas (padre di Broly) di forgiare il figlio nell’odio e nella follia più incontrollata. In oltre lo scontro tra le due fazioni non è l’unica attrazione del film, a differenza dei vecchi lungometraggi, nei quali dopo i primi minuti di introduzione, partiva un combattimento interminabile e ripetitivo.

Un camaleontico Freezer sempre più convincente

Ma tutti i personaggi sono scritti con una cura non riscontrabile nei precedenti film. Freezer, dopo essere stato il villain principale per buona parte di Dragon Ball Z e per Dragon Ball Z: La resurrezione di ‘F’ (2015), ha intrapreso una strada davvero insolita, diventando a tutti gli effetti un antieroe con molta più complessità e profondità.
La pellicola poi fa un uso ancor inesplorato dell’ironia. A differenza di Super, dove a tratti si poteva riscontrare un tono troppo scherzoso e volgare, qui la battuta è sempre resa in modo intelligente. I desideri di Bulma e dello stesso Freezer, sono un esempio evidente di quanto una cosa stupida possa risultare geniale e contemporaneamente omaggiare l’intera saga.

Dragon Ball Super: Broly

Sul lato tecnico del film ci sono sia lati positivi che negativi. Le animazioni sono veramente di alto livello, superiori anche al recente Dragon Ball Super, ma purtroppo nelle esplosioni e nelle mosse finali si fa un uso eccessivo della CGI, rendendo il risultato finale quasi un videogioco.

Un altro punto a sfavore del film però è la scarsa epicità sul finale del combattimento, perché se nei vecchi lungometraggi, si arrivava ad una conclusione con mosse mozzafiato, qui si conclude tutto in un buco nell’acqua. Per fare un esempio banale: in questi nuovi capitoli di Dragon Ball non vediamo più mosse da pelle d’oca come la kamehameha fratelli o la Sfera Genkidama.
Questo aspetto comunque non va ad intaccare la bellezza di un finale azzeccatissimo per il percorso che hanno iniziato con questo Broly 2.0.

Conclusioni

Perciò posso dire che Dragon Ball Super: Broly ha tutte le carte in regola per far emozionare un fan di Dragon Ball della prima ora, ma riesce a divertire anche un bambino che si sta approcciando ora a questo fantastico mondo.

Voto: 7.75

A cura di Kowalski

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