Green Book (2019) di Peter Farrelly: La recensione

Green Book – La Trama

Green Book - frame del film

Green Book di Peter Farrelly

New York City, 1962. Tratto dalla vera storia dell’amicizia tra Tony Vallelonga e il virtuoso musicista Donald Shirley.

Tony Vallelonga (Viggo Mortensen), per gli amici Tony Lip, è un omone di origini italoamericane che tira avanti in modo modesto tra il suo lavoro da buttafuori al Copacabana, famoso locale notturno, e il suo talento innato per le scommesse. Tony ha una moglie e due figli e quando, a causa della chiusura del club in cui lavora causa ristrutturazione, si trova alla disperata ricerca di un impiego che gli consenta di sfamare le tante bocche della sua famiglia.

Proprio quando la situazione sembra essere critica, a bussare alla sua porta sarà il dottor Donald Shirley (Mahershala Ali), un virtuosissimo musicista di fama nazionale, che, in procinto di partire assieme al suo trio per un tour di concerti negli stati del profondo Sud, chiederà al protagonista di accompagnarlo come autista in cambio di una paga abbastanza alta.

L’unico problema? Donald è afroamericano in un’epoca in cui, soprattutto nel Sud degli Stati Uniti, sono poste ancora delle barriere all’inserimento delle persone di colore nella società. Questi ultimi, per esempio, non possono accedere a negozi e ristoranti.

Shirley è una persona di cultura, parla molte lingue, veste in modo molto raffinato e si distingue per il tipico aplomb del gentleman. Tony, invece, è un truculento dal buffo accento, che mischia spesso l’italiano all’americano, gesticola in modo invadente per farsi capire e mangia in modo bestiale.

Sarà proprio questa attitudine di Tony da uomo del popolo a fare di lui la persona giusta per accompagnare l’elegante uomo di colore in un viaggio in cui sarà costretto ad affrontare diverse difficoltà.

Green Book - frame del film

Green Book – Il Giorno e la Notte

Forse l’opera più completa del regista e sceneggiatore americano Peter Farrelly, autore di commedie Cult come Scemo & più Scemo, Green Book si propone come una storia semplice, divertente e d’impatto, che incorpora al suo interno alcune tematiche delicate e complesse, riuscendo a trasmettere l’essenza del periodo storico in cui è ambientata.

Il film riesce per la durata di 130 minuti a offrire un intrattenimento di ottima qualità, unendo con grande coerenza e linearità momenti di pura ilarità ad altri in cui le vicende narrate prendono un taglio più drammatico. Questa dualità è la forza portante del film ed è rispecchiata nella caratterizzazione di due personaggi, Tony e Shirley, che sono il giorno e la notte; del primo tutto è chiaro fin da subito, mentre il secondo ha dei lati oscuri che scopriremo poco a poco. Il rapporto che si crea tra di loro si esprime nella complementarità tra i due caratteri opposti, che finiscono spesso per collidere, senza mai però soverchiarsi, trovando ognuno il momento giusto per manifestarsi totalmente.

Quanto più lo spirito triste e complesso del pianista contamina quello “cazzone” e sfacciato dell’autista, quanto più l’animo del film si attesta su note più malinconiche. Ed è proprio quando questa contaminazione avviene all’opposto che l’artista di colore trova nella semplicità del compagno un sedativo efficace al proprio dramma esistenziale, ed proprio questo alleggerimento a far tornare la pellicola su tonalità più dolci.

Green Book - frame del film

Green Book – Il film giusto al momento giusto

Green Book è il film giusto al momento giusto, che riesce a far collimare le esigenze del pubblico mainstream alla profondità e alla ricercatezza, tipica dei film di nicchia. Un’opera che mette d’accordo la critica mondiale e che si guadagna ben 5 candidature agli Oscar, tra cui miglior film, miglior attore protagonista e miglior attore non protagonista. Le interpretazioni di un Viggo Mortensen esteticamente sgraziato e con qualche chilo in più e di un Mahershala Ali tirato a lucido risultano essere, infatti, il fiore all’occhiello del lavoro, riuscendo a conferire grande spessore ai personaggi. La regia è pulita e Farrelly non si risparmia qualche virtuosismo ottenendo un corpo fluido dall’ ottima resa, impreziosita dal forte impatto estetico della fotografia di Sean Porter.
Un film capace di accontentare ogni palato che dà piena dignità ai temi trattati e ci fa passare alcune tra le ore più spassose dell’anno cinematografico.

Voto: 8.75

A cura di Don_Malakas

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