Recensione di “First Man – Il primo uomo”

Chazelle si prende Armstrong e la Luna

First Man

Damien Chazelle, dopo i successi di Whiplash (2014) e La La Land (2016), era atteso alla prova del nove con il primo progetto “su commissione”. La Universal infatti, dopo il tentativo fallimentare della Warner Bros., ha messo in produzione un progetto che raccontasse First Man: The Life of Neil A. Armstrong con Chazelle alla regia.
La trama è ben nota a tutti: Neil Armstrong, astronauta statunitense, dopo la morte della figlia si è deciso a partecipare alle missioni della Nasa per sbarcare sulla Luna. Accetterà di guidare due spedizioni spaziali, la prima la Gemini 8 e poi in seguito la trionfante Apollo 11.
Chazelle rispetto al suo ultimo lavoro rivoluziona completamente lo stile di regia, qui molto più frenetica e claustrofobica, affinché le missioni spaziali sembrassero il più reali possibile. First Man non è il classico film con l’eroe americano che trionfa insieme al suo paese, qui abbiamo l’esaltazione della tragedia e degli aspetti sconosciuti della vita di Neil. Il regista ne dà grande dimostrazione non mostrando Armstrong piazzare la bandiera americana sul suolo lunare, ma al contrario, tende a soffermarsi sulla sofferenza dell’astronauta per la morte della figlia e dei suoi colleghi.
Il duo Chazelle – Gosling è ancora vincente, l’attore infatti risulta perfetto nella parte dell’icona americana, facendo trasparire la sua ossessione di andare oltre, di esplorare luoghi mai raggiunti prima, anche a costo di perdere la vita come nel caso della missione Apollo 11, rivelatasi poi un successo. A far da spalla al grande attore troviamo la giovane promessa Claire Foy, al cinema anche con il sequel di Millenium, nei panni della moglie di Armstrong.

First Man

Non possiamo non lodare la colonna sonora di Justin Hurwitz, già collaboratore di Chazelle nei suoi due precedenti lavori. Ma qui il lavoro paradossalmente era anche più difficile, perché lui e il regista sono riusciti nell’intento di creare atmosfere che passano da punti di massima tristezza fino a raggiungere picchi di epicità difficilmente riscontrabili in altre opere.
First Man nel suo complesso è un autentico successo. Chazelle è riuscito a rendere molto personale un racconto biografico che tutto il mondo conosce, aggiungendo il suo tocco dolce ed elegante. È l’ennesima dimostrazione del talento di un regista dal futuro più che roseo.

Voto di Kowalski: 8.75

Voto di Shangai: 8.5

A cura di KowalskiShangai

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