Recensione di “Venom”

Venom: il simbionte più dolce dell’universo

Venom

“Fantastico” è quello che ho pensato sedendomi sulle poltrone in pelle della sala. Poi è cominciato il film. L a storia è quella di un giornalista, Eddie Brock, che entra in contatto con un simbionte proveniente dallo spazio ed estremamente evoluto chiamato Venom. Da questa unione nascerà uno degli esseri più potenti della Terra. Tralasciando il fatto che secondo la storia originale l’ospite del simbionte in realtà sia Spiderman dato che è l’unico terrestre sufficientemente forte da poter convivere con il parassita proveniente dallo spazio senza farsi uccidere, scelta che va ad infilare un sassolino nella scarpa agli appassionati del fumetto. Questo, comunque, non è il problema principale.
Il film è diviso in due parti: nella prima viene descritta la vita del protagonista, l’indagine che svolge nei confronti della Life e la descrizione e l’incontro con il simbionte. Questa parte è estremamente lenta e talvolta prolissa in alcune scene su cui a mio avviso si poteva sorvolare. Nella seconda metà del film invece si assiste ad una presa più dinamica del film che però si conclude con un inseguimento e un combattimento di una manciata di minuti. Possiamo tranquillamente affermare quindi che la pellicola manca di equilibrio sul piano narrativo, e la seconda grande critica è la mancanza di un antagonista credibile. C’è un forte squilibrio tra la costruzione della nascita e l’incontro tra Venom e Eddie che si sviluppa in metà film e quella tra il presidente della Life il simbionte Riot che invece si esaurisce in pochi minuti. Terza importante critica che è doveroso fare è che ci sia totale assenza di sangue e questo di per sé può non essere un problema, se però non si ha a che fare con un essere sanguinario che stacca la testa della gente a morsi e per di più gli viene affibbiata un’ironia talvolta esasperata che stride con la crudeltà del personaggio.

Venom

Per quanto riguarda gli effetti speciali sono stati effettuati diversi tagli e si vede, ad esempio non si assiste quasi mai alla trasformazione di Eddie in Venom se non in pochi casi, ma per il resto assistiamo ad uno sbrigativo cambio scena per poi tornare a sul protagonista a trasformazione già effettuata. L’unica nota positiva da questo punto di vista è la slow motion durante il combattimento in cui gli umani sembrano scambiarsi i simbionti. Per il resto la lotta rimane estremamente confusionaria.
Di tutta la pellicola, l’unica vera nota positiva è il lavoro di Tom Hardy che riesce a far suo un personaggio che per la costruzione del film era tutt’altro che facile interpretare, a tal punto da regalare la sufficienza al film. Per il resto un film che non lascia il segno.

Voto: 6

A cura di Shangai

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