Le monografie dei grandi registi: Christopher Nolan – La trilogia del cavaliere oscuro

Batman Begins (2005)

Nolan, sulla cresta dell’onda per i successi di Memento (2000) e Insomnia (2002), decide di proporre alla Warner Bros. una sua idea per riportare il personaggio di Batman sul grande schermo dopo i flop dei film precedenti. Il suo progetto affascinò molto la major, poiché nell’idea del regista c’era la volontà di esplorare il passato di Bruce Wayne. Nel 2005, quindi, dopo due anni di produzione, il film sul vigilante di Gotham City uscì nelle sale. La pellicola racconta un Bruce Wayne che, dopo aver assistito impotente all’omicidio dei suoi genitori, inizia un viaggio in giro per il mondo per cercare un modo per combattere le ingiustizie. Dopo essere stato addestrato dalla Setta delle ombre, guidata da Ra’s al Ghul, Bruce fa ritorno a Gotham per combattere il crimine, diventando Batman.

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Rispetto alle precedenti e fallimentari pellicole, l’uomo-pipistrello creato da Nolan, risulta fin da subito vincente. Perché, pur tornando cupo e oscuro, non ricalca più le atmosfere fumettistiche che aveva dato Burton con i suoi ottimi Batman (1989) e Batman – Il ritorno (1992). Infatti Batman Begins (2005) è un film molto più d’azione, dinamico e alla ricerca dell’epicità. È il vero blockbuster di qualità che può piacere a tutti. Un’altra svolta radicale operata da Nolan, è quella di stravolgere moltissimi personaggi, rimodellandoli secondo il suo gusto personale. Bruce Wayne è il primo esempio di questo cambiamento. Se nei lavori di Burton troviamo il nostro protagonista molto più elegante, raffinato e stiloso, nella visione di Nolan, osserviamo un Bruce Wayne duro, cupo e assetato di vendetta. Inoltre fondamentale è stata la scelta di Christian Bale come interprete principale. Suo è il grande merito di aver plasmato il miliardario-supereroe in modo diverso dal canone, rendendolo così amato e apprezzato dai fan. Altro personaggio rimodellato nettamente è il commissario Gordon. In Batman Begins abbiamo un poliziotto dal carattere forte e con un grande senso della giustizia che, al contrario delle versioni precedenti, dove la sua figura era per lo più macchiettistica, si guadagna uno spazio fondamentale all’interno della storia. Gordon, con Nolan, acquisisce un’importanza decisiva, che lo proietta tra i personaggi più amati della saga, grazie anche all’interpretazione magistrale di Gary Oldman.
Tutti questi elementi diedero a Nolan un successo di critica e di pubblico clamoroso, la sua fama salì alle stelle e la Warner provò subito ad assicurarsi il regista per un nuovo capitolo della saga.

Il cavaliere oscuro (2008)

Dopo la parentesi di The Prestige (2006), Nolan fu messo sotto contratto per iniziare a lavorare sul sequel di Batman Begins. Nel luglio del 2006, la Warner Bros annunciò ufficialmente l’inizio della produzione de Il cavaliere Oscuro (2008). Il titolo fece storcere il naso a qualcuno, ma piacque molto a Christian Bale, poiché vedeva la saga come qualcosa di diverso dai film precedenti sul supereroe. Alla regia del film fu confermato Nolan, e con lui, tutta la sua troupe. Ci furono molti nuovi ingressi nel cast, tra cui attori importantissimi come Heath Ledger, Aaron Eckhart e Maggie Gyllenhaal.

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Proprio Heath Ledger, grazie alla sua interpretazione del Joker, entrerà nella storia. Ma neanche un anno dopo, verrà a mancare a causa di una intossicazione provocata da ansiolitici e da sonniferi. Ledger, infatti, era famoso per la cura nella preparazione dei personaggi che andava ad interpretare, ma con il Joker oltrepassò il limite, fino a procurarsi danni psichici permanenti che lo portarono alla morte.
Nonostante il macabro fatto che avvolse la produzione del film, Il cavaliere oscuro ottenne un successo di critica e di pubblico mai raggiunto in precedenza. Nolan con questo film si affermò come il cineasta più influente della sua epoca e tutta Hollywood cadde ai suoi piedi. La sua pellicola venne lodata praticamente da tutti, al punto di essere considerata il miglior film di supereroi della storia.
L’opera riprende il finale di Batman Begins. Il supereroe, divenuto ormai collaboratore della polizia e paladino di Gotham City, parte alla caccia di questo presunto criminale che si fa chiamare col nome di Joker. Intanto arriva a Gotham Harvey Dent, il nuovo procuratore distrettuale, uomo fedele alla giustizia e seriamente intenzionato a ripulire le strade della città dai criminali.
Aldilà dei gusti personali, è doveroso ammettere che Il cavaliere oscuro sia veramente un’opera di altissimo livello. Si è passati ad un nuovo livello di esplorazione dell’animo dell’eroe. La caratterizzazione del personaggio non è più banale e superficiale, ma qui si cerca di indagare sui sentimenti e sulle emozioni. C’è molta più introspezione, i dialoghi sono più curati e la scrittura del film risulta nella sua totalità di un’altra categoria. Personaggi come Bruce Wayne/Batman, Alfred, Fox e Gordon vengono approfonditi rispetto al primo e film e si riesce a capire molto di più su di loro, riuscendo quasi a comprendere ogni loro scelta. Nolan, avendo a disposizione molto più budget per questo film, gira con molta più tranquillità e libertà creativa, dando prova di un talento fuori dal comune. Moltissime scene sono già entrate nella storia del cinema, ma su tutte, dobbiamo citare la sequenza d’entrata, capolavoro di regia, di scrittura e recitazione.

Dopo l’enorme successo della pellicola al botteghino, la Warner propose a Nolan un rinnovo per un eventuale terzo film. Il regista ha confessato che aveva già pronta una bozza della storia. Solo due anni dopo, quindi nel 2010, dopo vari misteri, annunciarono l’uscita nel 2012 dell’ultimo atto della trilogia con di nuovo Nolan alla regia. Solo pochi mesi dopo quest’ultimo ha svelato il titolo: Il cavaliere oscuro – Il ritorno (2012).

Il cavaliere oscuro – Il ritorno (2012)

Nei quattro anni di pausa che divisero i due film, Nolan si dedicò ad altri progetti più personali. Nel 2010 venne distribuito Inception (2010), pellicola che ebbe un’ottima accoglienza e venne anche considerata agli Oscar, ma ne parleremo nella terza parte della monografia.
Dopo i risultati astronomici del secondo capitolo dedicato al vigilante di Gotham City, l’uscita nelle sale dell’episodio conclusivo della trilogia era diventato l’evento più atteso dell’anno. Christian Bale, rispondendo a qualche domanda sulla pellicola, disse che solitamente il terzo capitolo è la prova più difficile per una trilogia, in modo particolare per quella dedicata a Batman. Infatti dopo il Joker, il compito di creare un villain che non sfigurasse nel confronto non era roba da poco. Nolan prima di ufficializzare il progetto, aveva lasciato molte porte aperte sui possibili personaggi coinvolti nel film. Si era parlato di Robin, l’Enigmista o addirittura del Pinguino. Ma subito dopo aver confermato gli attori e la sinossi del film, il regista spiegò che Robin non aveva molta attinenza con la storia fin lì costruita mentre per quanto riguarda Il Pinguino, si trattava più che altro di una difficoltà eccessiva di realizzazione. Quindi dopo aver fatto le dovute valutazioni, si optò per un nemico più fisico e brutale, e Bane rappresentava la soluzione migliore., soprattutto dopo un villain psicologico psicopatico come Joker. Come nel secondo capitolo, anche in questo film ci furono numerosi ingressi nuovi nel cast. Tra i volti più noti troviamo: Anne Hathaway, Marion Cotillard, Joseph Gordon-Levitt e Tom Hardy. Proprio quest’ultimo veste i panni di Bane, lo spietato villain affamato di potere e vendetta.

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Questo terzo capitolo della saga riparte a narrare le vicende di Bruce Wayne otto anni dopo gli eventi de Il cavaliere Oscuro. Batman, incolpatosi della morte di Harvey Dent, ormai si è ritirato e vive nella sua villa al di fuori della vita mondana e dai riflettori. Mel mentre il commissario Gordon, preso da i rimorsi delle menzogne raccontate alla sua città, ha l’intenzione di dimettersi, ma qualcosa andrà storto e durante un inseguimento nelle fogne della città, il poliziotto viene colpito a morte dalla banda di Bane. Intanto Bruce Wayne si convince ad indossare un’ultima volta il mantello per scoprire di più sul pericoloso criminale e sulla misteriosa Selina Kyle.
Quando la pellicola finalmente uscì, ebbe un’accoglienza a dir poco positiva. La critica ovviamente lo poneva al secondo posto, considerando sempre Il cavaliere oscuro un passo avanti, ma il pubblico apprezzò tantissimo le scelte stilistiche e narrative del regista. Rispetto al precedente lungometraggio, più autoriale e pieno di virtuosismi, qui Nolan preferisce girare un film con molte più scene spettacolari grazie al perfetto uso degli effetti speciali. Ma nonostante gli inseguimenti aerei, le esplosioni e i combattimenti corpo a corpo, anche in quest’ultimo atto della trilogia, troviamo la solita precisazione nella caratterizzazione e una complessità narrativa che gli altri film sui supereroi non hanno mai raggiunto. Da sottolineare è la meravigliosa parte ambientata all’interno del pozzo, dove Bruce vede la sua città bruciare e cadere nell’oblio mentre lui, senza forze, è costretto ad assistere all’indecoroso spettacolo.
Come abbiamo già detto, il film ha ottenuto risultati astronomici al botteghino, e secondo alcuni, il finale semi aperto del film, poteva lasciar pensare alla realizzazione di un possibile quarto capitolo della saga. Ma come da previsione, è arrivata la smentita di Nolan, che ha dichiarato che il viaggio del supereroe più amato dalla gente era terminato, e il pubblico poteva interpretare a suo modo il finale del film. Inoltre il cineasta ha dichiarato che non si sarebbe allontanato totalmente dai fumetti, poiché sarebbe comparso nelle vesti di produttore esecutivo nel film Batman v Superman: Dawn of Justice (2016) di Zack Snyder, ma che per quanto riguarda la sua carriera registica, si sarebbe occupato di progetti più personali.
Solo due anni dopo, uscirà nelle sale di tutto il mondo il nono film di Nolan, Interstellar (2014), ma anche per questa pellicola ci sarà più spazio nella terza parte della rubrica, dedicata ad uno dei registi più influenti e importanti dei nostri giorni.

A cura di Kowalski

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