Recensione di “Lucky”

Il film che rende omaggio alla carriera di un monumento del cinema

Lucky

Lucky, novantenne ateo in piena salute, ha sempre vissuto come un eremita, fregandosene di tutto quello che la gente potesse pensare sul suo conto. Ma dopo un piccolo mancamento, Lucky ha deciso di impegnarsi per rendere luminoso e interessante ogni giorno che lo separa dalla morte.
John Carrol Lynch, per il suo esordio dietro la macchina da presa, ha voluto portare in scena la storia di un uomo comune, un uomo come tanti altri. Portando a termine un lavoro sublime e poetico. Una pellicola semplice e dal ritmo molto lento, quelle dove non succede nulla dal primo all’ultimo minuto. Ma non è quello l’importante, perché Lucky (2017) è un film che fa riflettere sulla vita e sul valore di essa. Sul come affrontare la morte, e nel trovare gioia perfino negli ultimi giorni che restano da vivere. La regia è perfetta, quasi incantevole, la macchina da presa si muove dolcemente, seguendo passo a passo il nostro protagonista nelle sue faccende quotidiane, esaltando quindi ogni sua routine. La fotografia è eccezionale, grazie all’uso massiccio di colori caldi, riesce a infondere nel paesaggio quell’atmosfera poetica che rende tutto così naturale, ma allo stesso tempo emozionante.
Nella pellicola è difficile trovare qualche difetto, qualcosa che non funzioni. Tutto è ben amalgamato, sia il comparto tecnico che quello prettamente artistico. La sceneggiatura è di ferro, ha al suo interno scambi di battute memorabili, i dialoghi sono ricchi di riferimenti, metafore e umorismo. L’opera sembra ricordare molto Nebraska (2013) di Alexander Payne, pellicola che si focalizza principalmente sull’anzianità e sul rapporto con la famiglia.

Lucky

Ma Lucky non è solo un grande film, ma è un omaggio alla bravura e alla carriera di Harry Dean Stanton. Un attore immenso, noto per i suoi ruoli da caratterista, ma capace di cucirsi addosso tantissimi personaggi memorabili. Stanton, però, in questo film va oltre, riuscendo a dar vita ad una figura che, quasi certamente, lo renderà celebre ai più nei prossimi anni. Nella pellicola non sono da sottovalutare però tutti gli altri membri del cast, tra i quali figura anche David Lynch, una delle leggende del cinema e grande amico di Stanton. Il noto regista interpreta un personaggio che sembra uscito da una sua creazione e, anche se marginale, è di grande importanza ai fini del significato del film, grazie ai racconti delle vicende della sua testuggine, altro elemento geniale dell’opera.
Quindi Lucky è una piacevolissima sorpresa del cinema indipendente, destinata a restare nella storia per l’interpretazione di Stanton, e forse potrà rivelarsi una mina vagante nell’edizione 2019 degli Academy.

Voto: 8.75

A cura di Kowalski

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