Recensione di “Solo: A Star Wars Story”

Solo: A Star Wars Story – Meno epicità, più avventura

È stata peggio di un’odissea, ma alla fine la Disney ce l’ha fatta. Il film sul mitico personaggio di Han Solo è giunto finalmente nelle nostre sale. Le indiscrezioni parlavano di un disastro annunciato: la produzione era stata molto travagliata a causa del licenziamento dei due registi Phil Lord e Christopher Miller, scelti in partenza, ma successivamente rimpiazzati a sorpresa dal grande Ron Howard. I dubbi sulla scelta di Alden Ehrenreich nel ruolo di Han Solo avevano innestato molti dubbi nella testa di tutti i fan, poiché i più ritenevano che l’attore non fosse adatto al ruolo del contrabbandiere più famoso del cinema. Ebbene, dopo tutte queste sventure, il film è arrivato nelle sale ed è stata una bellissima sorpresa. Partiamo subito dicendo che è un film con molti difetti e sicuramente il meno riuscito da quando la Disney gestisce le operazioni, ma parliamo comunque di un prodotto valido che soddisferà sicuramente anche i fan più dubbiosi.

Solo: A Star Wars Story

Innanzitutto, troviamo il giovane Han Solo in compagnia di Qi’ra, una giovane donna che progetta di fuggire con lui da Corellia. Qualcosa andrà storto e i due saranno costretti a separarsi. Dopo tre anni, troviamo Han che ha fatto la conoscenza di Chewbecca in una prigione imperiale e successivamente si è unito a un gruppo di contrabbandieri che progettano un colpo importantissimo. Da quel momento la vita di Han non è stata più la stessa.
Il film parte subito con un ritmo incalzante, la narrazione è fluida e piacevole e la sceneggiatura, a parte qualche scivolone, è di buon livello. Infatti in alcuni punti il film risulta eccessivamente lungo senza un vero motivo, mentre in altre parti, dove necessitava in un maggior approfondimento, è abbastanza superficiale. La regia di Ron Howard è buona, riesce a regalare momenti di grande spettacolo, pur risultando un’opera meramente commerciale a causa dei pochi spunti personali del regista, che si è limitato a portare in salvo una barca che stava affondando. La tanto discussa scelta degli attori alla fine si è rivelata vincente. Alden Ehrenreich regge alla grande il peso del nome del suo personaggio e porta a termine un compito non facile. Le movenze del suo Han Solo sono perfette, risultando divertente e irriverente proprio come la storica icona delineata dal grande Harrison Ford. Anche l’arco narrativo può dirsi riuscito, infatti tutti i collegamenti e i richiami con la trilogia originale sono ben fatti e risultano credibili. Molto interessante e allo stesso tempo spassosa la famosissima sfida a carte tra Han e Lando Calrissian, dove il celebre contrabbandiere riesce a vincere il suo amato Millennium Falcon, diventandone il legittimo proprietario.
Menzione speciale anche per Donald Glover che riesce a dar vita a un Lando credibilissimo: le movenze sono perfette, per non parlare dell’atteggiamento spavaldo e altezzoso che lo ha reso un’icona della saga.

Solo: A Star Wars Story

Niente da dire sul comparto tecnico del film. La Disney è diventata ormai inattaccabile sotto questo punto di vista. Le sequenze del film sono spettacolari, su tutte l’emozionante fuga dal pianeta Kessel.
È un film che, alla fine, viste le catastrofiche premesse, riesce a risultare credibile, anche se la storia non aveva bisogno di ulteriori approfondimenti. O meglio: nell’universo di Star Wars ci sono temi che farebbero molta più gola. Insomma, la Disney ci ha regalato un ottimo passatempo per colmare la spasmodica attesa per l’ultimo atto della nuova trilogia che arriverà nelle sale il prossimo anno.

Kowalski

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