Parasite (2019) di Bong Joon-ho: La Recensione

Parasite: Il film rivelazione di Bong Joon-ho

Corea del Sud. Una famiglia composta dai due genitori e due figli sta affrontando la fame e la povertà quando viene offerta al figlio una grande occasione: spacciandosi per uno studente universitario, viene incaricato di fare da insegnante privato di inglese alla figlia di una ricca famiglia coreana. Cogliendo la palla al balzo, l’obiettivo del ragazzo sarà quello di far assumere tutti i familiari e mettere un punto al loro periodo di indigenza. Ma più si sentiranno a loro agio, più il pericolo sarà dietro l’angolo.

Il parere di Jacopo Lolli:

Con una regia precisa e studiata e la recitazione azzeccata di alcuni attori perlopiù sconosciuti in Occidente, con “Parasite” si viene trasportati in un mondo per certi versi molto distante dal nostro (d’altronde, stiamo sempre parlando della Corea), ma per altri ben più vicino di quanto ci potremmo aspettare.

Parasite

Ciò che caratterizza per tutto il tempo questa pellicola curata nei minimi particolari è una continua lotta di classe che vede come protagonisti gli stessi personaggi. Da una parte si ha una famiglia disagiata, che lotta non solo per sopravvivere, ma anche per farsi strada nel mondo e diventare “qualcuno”, pur sforzandosi il meno possibile per riuscire nell’intento. Dall’altra parte, un nucleo familiare senza evidenti problemi, che si gode la vita e le ricchezze che sono arrivate grazie all’impegno (del marito) e cambia dipendenti come se fossero mutande sporche. Nel mezzo, schiacciati dalla voglia di emergere dei primi e dalla noncuranza dei secondi, si trovano alcuni onesti lavoratori, ignare pedine del famigerato scontro “ricchi VS poveri” che ci viene mostrato da millenni.

Con crudezza e comicità mescolate alla perfezione, Bong Joon-ho ci regala un film che unisce più generi senza poter essere definito con alcuno di essi. Con plurimi colpi di scena e un senso d’angoscia via via crescente, permette allo spettatore di dimenticarsi completamente della propria esistenza per ringraziare di non doversi trovare in una situazione come quella portata sullo schermo. In fondo, la vita è sicuramente dura, ma… siamo sicuri che non ci sia niente di insormontabile?

Voto: 8.75

Il parere di Federico Antosiano:

Con Parasite ci troviamo davanti ad uno dei migliori film dell’anno. La regia è sempre chiara e interessante, coadiuvata da un’ottima fotografia ed interpretazioni di alto livello. Il film ha una scrittura incalzante, che appassiona lo spettatore fin dal primo minuto e che lo mantiene attento fino all’exploit finale. Di grande interesse è la critica sociale verso tutte quelle persone che si crogiolano nella loro mediocrità scaricando i loro problemi solo ed esclusivamente sulle classi sociali più agiate.

Parasite

In questo film infatti si prova empatia verso la famiglia benestante e i suoi vecchi dipendenti, che vengono raggirati dai protagonisti, un gruppo di figure senza scrupoli ma allo stesso tempo irresistibili nella loro simpatia. La pellicola comunque non è esente da difetti: la famiglia di “parassiti” infatti subisce una scrittura un po’ incoerente, che li dipinge dapprima come dei miserabili inetti e poi come dei veri e propri truffatori.

Questo piccolo neo però non va a rovinare un film che rimane maestoso sotto tutti gli altri punti di vista. Bong Joon-Ho sforna quindi una pellicola che sa essere divertente, drammatica e disturbante allo stesso tempo e che fa riflettere sulla nostra società. VI serve altro?

Voto: 9

La media voto dei membri di Requiem.for.a.film: 8.5

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