Yesterday (2019) di Danny Boyle: La Recensione

Yesterday: Un’occasione (in parte) mancata

Yesterday

Yesterday, l’ultimo film di Danny Boyle, ha la sfortuna di collocarsi in una stagione cinematografica eccezionale, e di passare quindi in secondo piano nell’ambito di una ricchissima programmazione autunnale.

In realtà i motivi ci sono, eccome.

Yesterday, con cui Boyle riporta in auge l’atmosfera coloratissima tipica del suo cinema, si allontana comunque molto dall’approccio caustico, concitato ed elettrizzante che regna invece nella maggior parte dei suoi film.
Si tratta di una commedia, questo è chiaro fin dall’inizio, ma quello che poteva essere un lavoro decisamente ottimo pecca di alcune sbavature che rendono il film nel complesso molto godibile, ma nulla di più.

La premessa è assolutamente allettante, anzi irresistibile, anche se non del tutto originale: dopo un black-out che colpisce l’intero pianeta nessuno sembra avere più memoria dell’esistenza dei Beatles, indimenticabile gruppo pop rock inglese che ha segnato un’epoca e più di una generazione.
Il musicista dilettante Jack Malik, che prima del black-out si esibisce in pub e piccoli festival ma non riesce a far decollare la sua carriera, sembra essere l’unico rimasto a ricordarsi dell’iconica band, e coglie l’occasione per sfondare nell’industria musicale; cantando e pubblicando le canzoni dei Beatles come se fossero sue, Malik scala rapidamente tutte le classifiche, diventando un fenomeno mondiale.

Yesterday

Uno spunto interessante, ma già mille volte affrontato, che il film ci concede è la critica nei confronti dell’industria discografica, che nonostante resti sempre sui toni leggeri della commedia, ci mostra come le grandi etichette tendano a spersonalizzare del tutto l’artista, rendendolo un prodotto puramente commerciale.
Il film prosegue il modo molto scorrevole tra concerti, dialoghi che rispecchiano appieno gli standard della commedia inglese, ed esilaranti ricerche su Google, che rivelano altri fondamentali tasselli mancanti della cultura popolare (non sono solo i Beatles ad essere scomparsi dalla memoria collettiva).
Il tutto risulterebbe abbastanza adeguato per lo stampo comedy che Boyle vuole dare al film, se non fosse che ad un certo punto la storia si adagia nell’alveo di una classica love story e non si rialza più.

Dal punto di vista dei personaggi, il cuore della pellicola è certamente il Jack Malik di Himesh Patel, intrappolato in una situazione del tutto particolare, che lo spingerà a compiere una difficile scelta tra il successo e il perseguimento dei suoi valori; Ed Sheeran, che interpreta se stesso, è sicuramente un’aggiunta interessante al cast per come è inserito nella trama, mentre alcuni personaggi risultano fastidiosamente stereotipati, addirittura caricaturali (parlo ad esempio dei genitori di Jack e dell’agente Debra Hammer); una nota assolutamente positiva è la presenza del personaggio interpretato dalla co-protagonista Lily James, che ci regala una versione deliziosa e molto fresca di Ellie Appleton, amica di una vita di Jack e sua prima sostenitrice.

Nel complesso, il messaggio che il film vuole comunicare è valido: se la musica dei Beatles fosse pubblicata per la prima volta oggi, nel 2019, avrebbe lo stesso successo che ha avuto negli anni ‘60, perché è senza tempo e straordinariamente universale.
È questo, dunque, il fulcro di questa commedia imperfetta: la celebrazione di una produzione musicale straordinaria e dell’immortale band che vi ha dato vita.
E se Yesterday, nel suo piccolo, può contribuire a portare le nuove generazioni a conoscere le meravigliose canzoni dei Beatles e quelle vecchie a provare un po’ di sana nostalgia, allora possiamo tralasciare i suoi difetti e ritenerlo un successo.

Voto 7.5

A cura di Vittoria Albesiano

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