Joker (2019) di Todd Phillips: La Recensione

Joker: Il mito e la leggenda non hanno confini

Joker

Arthur Fleck, aspirante cabarettista, vive con la madre nei bassifondi di Gotham City sperando di trovare una svolta in una vita dolorosa e piena di insoddisfazioni. Purtroppo, però, il destino di Arthur non è roseo e davanti a lui si presenteranno nuove difficoltà che lo porteranno alla completa pazzia e alla metamorfosi in uno spietato assassino.

Fin dal 2017, quando fu annunciata l’inizio della produzione della pellicola, c’era ancora molta incertezza sul dove potesse andare a parare la storia di uno dei maggiori villain fumettistici di sempre. Joaquin Phoenix da sempre si è mostrato interessato ad interpretare la genesi di un personaggio controverso come il Joker, dato che in passato il folle nemico di Batman è sempre stato rappresentato durante la sua battaglia contro il vigilante mascherato, mentre non sono mai state indagate le reali cause della sua pazzia.

Todd Phillips, regista della saga campione di incassi Una notte da Leoni, dopo aver esposto la sua idea sulla genesi del Joker fu contattato per iniziare a lavorare alla pellicola, nonostante i numerosi problemi di produzione e la pessima reputazione che aveva acquisito la saga DC negli ultimi anni.

Joker: L’agente del caos si trasforma in ambasciatore dei più deboli

Joker

Prima di tutto dobbiamo specificare che ci troviamo in una Gotham City diversa da quella presentata in tutte le versioni cinematografiche precedenti. Qui non si presta più particolare attenzione all’attività criminale della città, ma si punta la lente di ingrandimento sugli emarginati e i più deboli.

Il personaggio di Arthur Fleck sarebbe stato assolutamente credibile anche senza il nome di Joker. Grazie ad una narrazione cruda e violenta, Phillips ha voluto costruire un personaggio crudo, violento e senza pietà, che non avendo più nulla da perdere, si prodigasse per una causa maggiore come quella dell’importanza dei più deboli e degli emarginati. Certo, il tutto è condito con una violenza fisica e psicologica inaudita, tanto da rendere la pellicola disturbante in ogni suo aspetto. L’interpretazione di Phoenix poi è incredibile. Nonostante la pressione nell’interpretare l’iconico personaggio dopo Heath Ledger, è riuscito a donargli un’impronta estremamente diversa, non più incentrata sul caos, il delirio e l’insoddisfazione del potere, ma al contrario si è concentrato su tutte le sue debolezze e le velleità di un uomo alla ricerca del successo.

Il mondo DC nel film scompare quasi totalmente, rendendo i riferimenti alla storyline di Batman quasi irrilevanti ai fini della narrazione della pellicola. Philips si distacca da tutto, portando un’icona dell’immaginario collettivo in un mondo di soprusi e violenza per darne la sua rappresentazione politica e umana.

Quindi in conclusione, risulta quasi impossibile operare un confronto tra i Joker di Ledger e Phoenix, ma quello che sappiamo è che anche questa volta è stato aggiunto un tassello importantissimo e poetico sull’icona del Joker e siamo sicuri che in un prossimo futuro qualcuno vorrà ancora dire la sua su questo meraviglioso personaggio.

Voto: 8.5

A cura di Kowalski

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