I morti non muoiono (2019) di Jim Jarmusch: La Recensione

I morti non muoiono: Jarmusch torna spento e diverso dal solito

I morti non muoiono

Nella sonnolenta cittadina di Centerville qualcosa non va come dovrebbe. Gli animali iniziano ad averi comportamenti ambigui e non tutti gli abitanti si comportano in modo normale. Ma dopo pochi giorni il mistero è svelato: i morti stanno resuscitando dalle tombe per attaccare gli umani. Il commissario Cliff Robertson e l’agente Ronald Peterson dovranno quindi vedersela con gli zombie per riuscire a salvare la città.

Jim Jarmusch, dopo lo splendido Paterson (2016), decide di portare in scena una storia molto diversa dai suoi lavori carichi di poetica e filosofia. Infatti, I morti non muoiono sembra essere più un esercizio di stile, un omaggio al cinema in versione satirica e teatrale. Non a caso troviamo moltissimi rimandi: da Kill Bill a Star Wars per arrivare fino a Paterson (notare infatti l’assonanza col nome del protagonista interpretato in tutti e due i film da Adam Driver). Inoltre, come già anticipato in precedenza, sono numerosi anche le autocitazioni volte quasi a sfondare la quarta parete (“Uccidi la testa”, che è la frase usata più spesso all’interno del film è anche il nome che ricorre nei titoli di testa).

Nonostante tutte queste cose interessanti il film presenta parecchi errori e inesattezze. Per prima la trama. La pellicola ha un plot decisamente poco incisivo e con poco mordente, i twist sono prevedibili, quasi a sottolineare l’inutilità della storia stessa. La critica politica è presente e offre anche spunti di riflessione interessanti, ma a causa della fiacchezza della storia, non riesce ad arrivare con la stessa efficacia.

I morti non muoiono
Jarmusch poi non gira l’opera come a suo solito. Le inquadrature lente, poetiche, che quasi incantavano lo spettatore sono pressoché inesistenti. Il comparto recitativo, nonostante non abbia dalla sua ruoli scritti alla grande, recita discretamente bene. Bill Murray e Adam Driver fanno il massimo come sempre, risultando convincenti i quasi tutti i loro film. Benché simpatici, sono stati sfruttati malamente, i ruoli di Steve Buscemi e Tom Waits, poiché le basi per costruire due ottimi personaggi di contorno c’erano tutte.
In conclusione, Jarmusch, re del cinema d’autore, con I morti non muoiono fallisce quasi totalmente il suo intento, portando sullo schermo una pellicola pretenziosa ma che alla fine risulta un tantino monotona e solo divertente a sprazzi.

Voto: 6.5

A cura di Kowalski

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