I Am Mother (2019) di Grant Sputore: La Recensione

I Am Mother: Un altro prodotto affascinante targato Netflix

Dopo Annientamento di Alex Garland, Netflix distribuisce un altro thriller fantascientifico di matrice indipendente: “I am mother” di Grant Sputore. Direttamente dal Sundance film festival, approda sulla piattaforma di streaming più famosa al mondo, e lo fa in grande stile.

Stiamo parlando di un film, che pur avendo un budget abbastanza ridotto, riesce ad avere un comparto tecnico di tutto rispetto, con scenografie curate e buona regia. L’opera di Sputore parte da un presupposto molto interessante: in un futuro distopico un androide cresce una ragazza e la forma per tutta la sua vita. Più di così non posso dire sulla trama, per evitare di fare spoiler e rovinarvi delle belle sorprese, ma di certo l’evoluzione della vicenda vi appassionerà.

I am mother

La pellicola presenta un ritmo incalzante, specialmente nella seconda parte, in cui la tensione sale e le vicende diventano interessanti. L’attrice protagonista, Clara Rugaard, è sempre convincente, così come lo è Hilary Swank, che qui interpreta un personaggio secondario di rilievo.

Il film però non è esente da difetti, infatti ci sono alcune piccole forzature nella scrittura. Inoltre la colonna sonora, che pur risultando gradevole durante la visione non è sicuramente memorabile e non riesce ad offrire un valore aggiunto alla pellicola.

In conclusione possiamo dire che I am mother è un film sopra la media, rispetto anche agli standard di NEtflix, con spunti di riflessione interessanti e un ottimo comparto tecnico. Purtroppo alcuni elementi un po’ forzati, intaccano una pellicola con un potenziale davvero interessante. Comunque la speranza che Netflix inizi a distribuire questi film un po’ più spesso è sempre più viva.

Voto: 7/8

PS: evitate il trailer, che è un tripudio di spoiler

A cura di Federico Antosiano

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