Una giusta causa (2018) di Mimi Leder: La Recensione

Una giusta causa: Una guerra “Sulla base del sesso”

Una giusta causa

Quanto si parla oggigiorno di femminismo, di parità di genere, di stereotipi? Per alcuni, sono argomenti triti e ritriti, che si potrebbero tranquillamente abbandonare per interessarsi a qualcosa di meglio, di più rilevante. Ma se così non fosse, e se la strada da fare fosse ancora estremamente lunga?
Sicuramente, la forza di donne che ci hanno preceduti, che hanno combattuto per quello in cui credevano, ha portato ad un futuro diverso. Ed è di questa realtà che “On the Basis of Sex” vuole porre in luce la forte attualità, raccontando come, attraverso la forza di una donna, sono stati fatti grandi passi avanti, ma come al contempo poco sia veramente cambiato.

Infatti, la pellicola porta alla luce la vita tortuosa che ha contraddistinto l’esistenza di Ruth Bader Ginsburg, che da giovane ragazza irriverente e intelligente è riuscita a diventare la seconda donna a far parte della Corte Suprema degli Stati Uniti, dedicando la propria vita alla lotta per l’uguaglianza tra donna e uomo, cercando di eliminare ogni possibile discriminazione.
Negli ultimi tempi, un genere cinematografico molto sfruttato (soprattutto negli USA) è certamente il biopic, forse perché la vita può essere una delle maggiori fonti d’ispirazione per una storia avvincente. Però, perché il costante “tratto da una storia vera” possa veramente funzionare, è necessaria una base solida su cui costruire poi il film.

Una giusta causa

In questo caso, questa è la fusione stringente tra interpretazione e sceneggiatura.
Felicity Jones mette in scena una ragazza e poi una donna estremamente tenaci, forti nelle loro convinzioni e stabili nelle loro ambizioni. L’emotività non viene eliminata dallo schermo, come spesso viene fatto per dipingere una vera donna “con le palle” (pensiamo agli stereotipi che ci circondano), ma anzi questa diventa uno dei punti di forza di un’avvocata rivoluzionaria.

Anche i coprotagonisti che fanno da contorno, sebbene presenti in rare scene qua e là, riescono a lasciare personaggi a fuoco, scritti e realizzati in maniera attraente ed efficace.
E proprio la scrittura chiude il cerchio della riuscita di questo film. Con battute sagaci e originali, Daniel Stiepleman dà colore alle scene che si susseguono, regalando emozioni e spunti di riflessione interessanti, a tratti atipici. Trasporta lo spettatore nel vivo delle vicende, facendo emergere i punti stridenti di ciò che Ruth cercava così assiduamente di combattere.

Sebbene una regia non esattamente incisiva (che però offre punti di vista caratteristici, acuti, in particolare sullo scontro maschile VS femminile), Una giusta causa offre due ore di intrattenimento intelligente, cercando di sensibilizzare anche i più scettici, sottolineando ancora una volta come alla donna debba essere riconosciuta uguaglianza e libertà, come a qualsiasi essere umano.

Voto: 8.5

A cura di Jacopo Lolli

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