Lo Spietato (2019) di Renato De Maria: La Recensione

Lo Spietato: Un nuovo progetto italiano sbarca su Netflix

Lo Spietato

Santo Russo (Riccardo Scamarcio) è un ragazzo calabrese di umili origini che si trasferisce a Milano con la sua famiglia negli anni 60. Da questo momento in avanti Santo si farà strada nel mondo della criminalità, diventando sempre più influente. Questa pellicola sopra le righe, racconta una storia già vista in una maniera tutta nuova per l’Italia: il protagonista interpretato molto bene da Scamarcio è il fulcro su cui si basa la vicenda. La caratterizzazione sopra le righe del protagonista ci permette di empatizzare con lui, e di tifare per lui anche nei momenti in cui lo si dovrebbe odiare. L’attore italiano fornisce una prova  convincente e sicuramente interessante, soprattutto per quanto riguarda la “parlata”.

Lo Spietato

 

La regia è di alto livello, con alcune inquadrature che mi hanno sinceramente ricordato produzioni americane come Breaking Bad o The Wolf of Wall Street. Come la regia, anche fotografia e caratterizzazione dei personaggi funzionano alla grande, calando lo spettatore nell’atmosfera criminale della pellicola. Il difetto del film però sta nel fatto che la narrazione sia totalmente assoggettata al carismatico protagonista. Questo rende il ritmo discontinuo, e soprattutto la seconda parte può risultare ripetitiva o addirittura poco interessante. Purtroppo, come spesso avviene oltreoceano, il problema principale della pellicola sta nella scrittura della vicenda, che dovrebbe essere la colonna portante su cui si basa il cinema.

 

Detto questo, non riesco a bocciare un film, che sicuramente ha tanti punti di forza, a discapito di una narrazione poco incisiva, poichè secondo me è comunque molto superiore ad altre produzioni Netflix americane e a tantissimi altri film acclamati dalla critica internazionale.

Voto: 7,5

A cura di: Federico Antosiano

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