In the Mood for Love (2000) di da Wong Kar-wai: La Recensione

“Quando ripensa a quegli anni lontani, è come se li guardasse attraverso un vetro impolverato: il passato è qualcosa che può vedere, ma non può toccare; e tutto ciò che vede è sfocato, indistinto.”

In the Mood for Love

Parlare di un regista del calibro di Wong Kar-wai non è di certo semplice, tanto meno parlare dei suoi film sempre così misteriosi, quasi ermetici nella forma e nell’espressione. In the Mood for Love di certo non si distacca dall’opera del cineasta.
Pervasa da un’atmosfera tanto affascinante e sensuale, quanto fredda e distaccata dal mondo reale, la pellicola racconta di un amore pensato, non vissuto, non dichiarato, studiatamente celato e represso, che, paradossalmente, trova più punti in comune con la poesia che con il cinema. Un velato affresco senza tempo che mette in scena, in un alternarsi di finzione e quotidianità, la condizione di un uomo e di una donna che scoprono i rispettivi coniugi essere amanti, il loro cercarsi e, nonostante tutto, il loro negarsi la bellezza di un nuovo amore; un amore che, come suggerisce l’affascinante sequenza finale, resiste all’inconvertibile e inarrestabile scorrere del tempo.

Molti autori, nel cinema di oggi, danno talmente tanto peso alle parole da dimenticare il potere narrativo dell’immagine; quello che rende Wong Kar-wai un autore tanto singolare è la sua eccezionale capacità di comunicare attraverso la macchina da presa, attraverso i suoi movimenti e attraverso l’ineccepibile composizione dell’immagine. Le sue scelte di narrazione e di regia sono pertanto essenziali per mettere in risalto un ambiente sospeso, che si riflette nell’alienazione dei protagonisti e nel fascino dei particolari; ammaliante è il ripetuto utilizzo del rallentatore su sequenze all’apparenza affini tra loro, le quali, accompagnate sempre dallo stesso brano, avvolgono e coinvolgono emotivamente lo spettatore, che si trova ad ogni iterazione sempre più immerso nel mood ideale ed atipico della pellicola.

In the Mood for Love

La fotografia di Christopher Doyle è elegante, mette in risalto l’ambiente interno, i corridoi, gli arredamenti, gli oggetti, il fumo di una sigaretta o le espressioni dei protagonisti. In parte assolve al ruolo di creare un ambiente sospeso, che sembra esistere fuori dal tempo, un ruolo quasi narrativo e di atmosfera se si pensa anche al distinto e costante utilizzo delle infinite sfumature del colore rosso; in parte è altresì capace di mettere in risalto spazi strettissimi (fra le linee verticali di una finestra socchiusa, fra le pareti di lunghi corridoi) dove i protagonisti sembrano essere intrappolati, dove il loro amore sembra essere confinato.

Quella di Wong Kar-wai è una pellicola che ha il potere di assumere per ogni spettatore un prospetto diverso, intimo e personale, fondato sulla differente parafrasi di un amore mai confessato se non attraverso gli sguardi dei due protagonisti, caratterizzati, tra l’altro, da due interpretazioni di rara bellezza scenica e gestuale.
Un capolavoro immortale del nostro tempo, affascinante, intenso, poetico: In the Mood for Love è, senza ombra di dubbio, una inestimabile ed indispensabile lezione di Cinema.

Voto: 9

A cura di Luca Persia

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