The Whispering Star (2016) di Sion Sono : La Recensione

The Whispering Star – Immagini potentissime nei sussurri

Questa pellicola di Sion Sono risulta davvero complessa: nonostante la sceneggiatura scarna (poco più di un soggetto in realtà), le tematiche affrontate hanno un fortissimo impatto emotivo e sono supportate da immagini incredibili.

The Whispering Star - frame del film

La trama, come anticipato, è scarna: Yoko Suzuki è un androide a bordo di un’astronave che deve fare delle consegne nello spazio. Durante la durata del film lo spettatore verrà a conoscenza di ciò che è avvenuto in precedenza agli esseri umani.
Il ritmo, sempre molto lento, accompagna la narrazione rendendola molto intima e permettendo alla macchina da presa di mostrare sempre gli scorci più suggestivi.
Le tematiche affrontate dal film, come la solitudine, l’abbandono e l’ecologia, vengono mostrate con estrema eleganza e compostezza, con pochissimi dialoghi e parlando più che altro con le immagini e i suoni. Il film infatti fa della meravigliosa fotografia in bianco e nero e del sonoro il suo più grande cavallo di battaglia, insieme ad un gusto per il vintage e al cinema delle origini che impostano tutta la pellicola.

La navicella su cui Yoko Suzuki viaggia, infatti, sembra una antica casa giapponese sia all’interno che all’esterno. In questo film ci sono diverse citazioni a grandi cult del passato: da 2001 Odissea nello spazio (il navigatore della navicella spaziale ricorda Hal 9000 nei modi) fino a Bela Tarr.
Yoko Suzuki, interpretata molto bene da Megumi Kagurazaka è sempre composta e tranquilla. Lei parla sempre sussurrando, poiché è un androide, anche se alla fine è il personaggio più umano presente nella pellicola. Gli umani infatti, pare che abbiano perso la loro frenesia e forza vitale, rassegnati ad un futuro di solitudine e abbandono.

The Whispering Star - frame del film

La regia è sempre di un livello altissimo, con movimenti di macchina eleganti e inquadrature che ricordano la videoarte dall’inizio alla fine.
Il difetto di questo film, però, è un eccessivo ermetismo nelle sue meccaniche. Uno spettatore che si imbatte casualmente in questo film, con ogni probabilità, ne uscirebbe annoiato. The Whispering Star infatti è tanto bello esteticamente e tecnicamente quanto pretenzioso e nebuloso in alcune parti della narrazione, specialmente nella fase iniziale e verso la fine del film.

Questa pellicola di Sion Sono, in definitiva non è assolutamente per tutti, e fa della tecnica il suo vanto principale. Se siete amanti della fotografia e del cinema delle origini, pertanto questo film vi coinvolgerà dall’inizio alla fine, altrimenti rischierà di tediarvi per tutta la sua durata.

Mi è piaciuto? Si, ma avrei preferito una sceneggiatura più incisiva e meno criptica, che avrebbe sicuramente giovato alla narrazione generale.

Voto: 7+

A cura di Federico Antosiano

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