Alita (2019) di Robert Rodriguez: La recensione

Alita – Angelo della battaglia: una bella storia… a metà

Alita

Siamo nel 2563. La Terra è stata rivoluzionata dopo una grande guerra e la città di Ferro è rimasta sotto Zalem, l’ultima delle città sospese. Alita è un cyborg  che viene scoperto in un deposito di rottami dal dottor Daisuke Ido. Senza alcun ricordo della sua vita precedente, tranne che per l’incredibile addestramento nel combattimento,  Alita diventa una cacciatrice di taglie, sulle tracce dei più famigerati criminali.

Mai mi sarei aspettato di trovare alla regia di questo intrigante film di fantascienza il lupo solitario Robert Rodriguez, autore di film dalle atmosfere totalmente differenti come Sin City e C’era una volta il Messico. Va anche detto, che il cineasta statunitense è affiancato dalla supervisione di una delle menti più geniali e influenti della storia del cinema: James Cameron (qui in veste anche di co-sceneggiatore).
La pellicola se sulla carta poteva essere interessante, già dai primi minuti mostra una totale mancanza di ritmo nella presentazione dei personaggi. Il film non parte mai, non accade niente per oltre un’ora e il villain non dimostra di essere un cattivo fino ad una resa dei conti davvero debole e di scarsa attrattività. Alita sembra essere il preambolo per un futuro seguito, poichè moltissimi aspetti vengono tralasciati e le spiegazioni delle sotto-trame sono ridotte all’osso.

Alita

La regia di Rodriguez non offre particolari virtuosismi e sembra non emergere in questo tipo di film,  mentre il comparto visivo e musicale offre la prova più soddisfacente di tutta l’opera.
Persino gli attori non riescono a convincere. Christoph Waltz e Mahershala Ali sono sicuramente i più deludenti, anche aiutati dalla scrittura scellerata e priva di senso dei loro personaggi, la loro performance risulta in ombra e non all’altezza della loro bravura.

Quindi possiamo dire che Alita è una pellicola piuttosto deludente, rispetto alle grandi aspettative prima dell’uscita nelle sale, ma che alla fine, nonostante gli evidenti difetti, riesce ad intrattenere il pubblico offrendo un discreto spettacolo visivo.

Voto: 6.25

A cura di Kowalski

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