Recensione de ” Il ritorno di Mary Poppins”

La nuova pellicola (basata ancora una volta su un’opera di Pamela Lyndon Travers) è ambientata venti anni dopo la prima, nel pieno della Grande Depressione. Michael e Jane Banks sono cresciuti, tra difficoltà e dolori, e il primo si trova a dover accudire i 3 figlioletti senza una moglie, morta di recente, e senza grandi finanze. Proprio per questo, la banca dove lavora e che gli aveva concesso un prestito si trova “costretta” a dargli un ultimatum entro cui pagare le rate arretrate, al termine del quale la banca stessa potrà pignorare la casa dove Michael abita con la famiglia. In questo momento di sconforto, l’aiuto però arriva proprio dal cielo. Infatti, ancora una volta scende dalle nubi la tata più famosa del mondo, pronta per salvare la situazione.
In un cambio necessario di cast, non si sente eccessivamente la mancanza degli interpreti originari. In particolare, Emily Blunt riesce a dare vita nuovamente ad un’eccentrica Mary Poppins, scorbutica al punto giusto e pronta per imporre la disciplina necessaria all’interno della casa, con il fascino e la magia che la contraddistinguono. Julie Andrews (protagonista della pellicola del ’64) ha dato la sua benedizione alla Blunt, rifiutando la proposta di un cameo nel nuovo film per “non toglierle la luce che si merita”. Già ampiamente apprezzata sia dal pubblico che dalla critica, Emily Blunt ha ricevuto varie candidature a premi importanti, tra cui quella ai Golden Globe come miglior attrice in un film commedia o musicale. Riuscirà nell’impresa della sua predecessora, andando a vincere un bell’Oscar come miglior attrice protagonista?
La struttura del film ricorda molto il primo “Mary Poppins”, con rimandi ricorrenti ed evidenti, che forse sono l’unico elemento che tende ad appesantire un lungometraggio che altrimenti risulterebbe leggero ed intrattenente. Ancora una volta presente una tecnica mista (dove i personaggi in live action sono immersi in produzioni di disegnatori professionisti), ovviamente il passare del tempo ha permesso un miglioramento della grafica e dei colori che segnano una netta separazione tra il mondo etereo della fantasia e la cupezza delle strade grigie di Londra.
Novità vi sono state anche per quanto riguarda la colonna sonora e le canzoni, perché proprio queste ultime sono tutte originali, con un grande lavoro fatto da compositori e musicisti. Probabilmente, per non rischiare ulteriore ripetitività che si sarebbe andata ad aggiungere a quella della trama (scongiurando una tendenza al trash di film del genere, vedi “Mamma Mia! Ci risiamo”).
Un film godibile da tutta la famiglia, che non lascia l’amaro in bocca, condendo tutto con la giusta commistione di frivolezza e serietà. Da notare alcuni ruoli più o meno importanti di colossi del cinema (come i personaggi interpretati da Colin Firth e Meryl Streep, o i cameo di Dick Van Dyke e Angela Lansbury), giusto per aumentare l’hype e assecondare il pubblico – portando più soldi nelle casse dei produttori.

Mary Poppins

Quando viene annunciata la produzione del sequel di un film amato si ha sempre un misto di emozioni: da una parte si è esaltati per ritrovare, a distanza di tempo, personaggi che sono rimasti nei nostri cuori; dall’altra, si teme profondamente che in due ore verrà rovinato tutto quello che di buono c’era stato. Questo è ciò che ha colpito molti fan di “Mary Poppins”, quando si avvicinava, a distanza di 54 anni, l’uscita di “Mary Poppins Returns”. Anche se molti scettici si sono dovuti ricredere, abbandonando l’astio iniziale nei confronti del sequel per lasciarsi travolgere dall’allegria e da nuove melodie a tutto volume.

A cura di: https://www.instagram.com/jeggiololli/

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