Recensione di “City of Lies – L’ora della verità”

City of Lies: l’opinione di Requiem.for.a.film

City of Lies

In occasione del Noir in Festival 2018 a Como, è stato scelto come film di chiusura e fuori concorso l’ultimo ambizioso progetto di Brad Furman City of Lies – L’ora della verità (2019). La pellicola è un adattamento del libro LAbyrinth di Randall Sullivan, che ripercorre l’omicidio di Notorious B.I.G. e quello di Tupac Shakur, seguendo le indagini dell’ormai ossessionato detective Russell Poole, aiutato dal giornalista Jack Jackson. Il lungometraggio vanta la presenza di due grandi attori come Johnny Depp, nei panni di Russell Poole, mentre il giornalista Jack Jackson è interpretato da Forest Whitaker.

L’opinione di Kowalski

Partendo dal presupposto che la pellicola andava a trattare un argomento interessante e controverso, l’attesa e le aspettative erano molto alte. Purtroppo però, ci troviamo davanti ad un progetto senza né capo né coda e pieno di errori tecnici. Il regista Brad Furman non ha saputo dare una sua impronta al film, i movimenti di macchina frenetici e un montaggio pessimo hanno reso la pellicola un miscuglio di sequenze frettolose, poco chiare e senza un obiettivo finale. Inoltre sono presenti grossi errori di scrittura. Personaggi chiave come i poliziotti corrotti e invischiati nell’omicidio di Notorious B.I.G. , sono trattati con superficialità e la loro storyline è solo brevemente accennata. Sul finale dell’opera viene invece messo in primo piano il rapporto del detective Poole con il figlio, per dare un senso di drammaticità alla pellicola. Peccato che questo rapporto è completamente trascurato nella prima parte, quindi si finisce ad avere un miscuglio di dramma famigliare, ricostruzioni storiche e thriller, senza però un obiettivo chiaro.
Anche due grandi attori come Depp e Whitaker non riescono ad esprimersi al massimo. C’è rammarico soprattutto Johnny Depp, che in ogni caso riesce a portare a casa una prova discreta, pur avendo da interpretare un personaggio scritto abbastanza male. Le uniche cose buone del film sono le ricostruzioni delle morti, dei veri fatti di cronaca e delle atmosfere hip-hop che regnavano in America a quei tempi.
Quindi il film è un’opera molto ambiziosa finita purtroppo in un buco nell’acqua, a causa dei troppi elementi inseriti e della non brillante prova registica di Brad Furman.

Voto: 5.75

L’opinione di Don malakas

City of Lies

City of Lies si muove tra passato e presente con un pendolo che oscilla su un periodo di 20 anni. I Vent’anni trascorsi dai misteriosi omicidi dei rapper Tupac e Biggie che sono tutt’ora irrisolti. Un film che narra i legami tra il mondo Gangster, il mondo dell’Hip Hop e il dipartimento di polizia prediligendo una narrazione che mette in risalto temi come “la corruzione”, “l’ossessione” e “l’importanza della verità” partendo dal legame emotivo che si instaura tra lo spettatore e il detective Poole, interpretato da un pregevole Johnny Depp. Un film che si regge su un’architettura particolare, con un montaggio che gioca sul farci rivedere i flashback più importanti più di una volta e sempre con un dettaglio in più che può cambiare le carte in tavola. Nonostante questa scelta possa non essere apprezzata, così come quella di preferire la narrazione dell’ambiente dove si sono mossi i fatti e i relativi schieramenti piuttosto che il particolare della vicenda degli omicidi, ne viene fuori una pellicola emozionante, che veicola i suoi messaggi in modo forte e ci lascia la curiosità di saperne di più sulle vicende narrate.

Voto: 8

L’opinione di Torquemada

City of Lies – L’ora della verità è un thriller mancato che cerca di essere un dramma biografico, riuscendoci in parte.
La sceneggiatura è ingiustificatamente frammentata. Il ritmo della narrazione non è fluido. I primi quaranta minuti sono una singhiozzante sequela di azioni ed eventi storici buttati al ritmo di una sincope di un cardiopatico. Vi sono troppi e inutili flashback che rallentano e complicano la comprensione. L’incontro fra i due protagonisti è troppo veloce e sbrigativo. In alcune scene non si comprende la motivazione di alcune colonne sonore, totalmente fuori contesto. Sul finale il regista tenta di concludere il dramma umano, infarcendolo con i problemi familiari del protagonista con una pietosa costruzione narrativa.
Gli evidenti limiti di questa pellicola sono: un raffazzonato e, presumibilmente, sperimentale montaggio, una sceneggiatura superficiale. D’altro canto però il film vanta una buona interpretazione del detective Poole (Johnny Depp) e del giornalista (Forest Whitaker). Questi due grandi attori risollevano un po’ le storie di questo film. Alla fine City of lies resta un film mediocre, per usare un eufemismo, salvato in corner da due grandi attori.

Voto: 6.25

L’opinione di Solzimer

Se racconto di un omicidio il giallo deve essere al centro?

No. SE SAI COME FARE.

E City of lies si dimostra una pellicola perfettamente in grado di proseguire su questa strada.

Se, apparentemente, sembra essere una semplice storia di un caso irrisolto e del detective logorato dalle ricerche senza risultato, dopo pochissimo ribalta tutti gli stereotipi del genere per avventurarsi in qualcosa di molto più alto.

Perché il vero fulcro del film è l’ossessione.

Ossessione del detective che ha lasciato che la propria vita andasse alla deriva per soddisfare quella fissa di risolvere l’enigma.

Ossessione del giornalista che accetta di essere deriso, maltrattato e scombussolato pur di dare un filo coerente alla sua inchiesta.

City of Lies

Ossessione del regista che, con un montaggio non adatto ai palati più grezzi e burberi, organizza un ripetersi delle scene carico di tensione. Che va a rivelare, un tassello per volta, l’intero mosaico delle possibilità che possono stare dietro a un evento crudo e efferato come un omicidio.
Come a dire che quando guardi qualcosa, per capirla davvero, dovresti guardarla altre infinite volte. E comunque ti sfuggirebbe qualcosa.

Tutto questo convoglia nel dramma di un Johnny Depp strepitoso supportato dalla potenza di Forest Whitaker.

Da sfondo a questo teatro delle sofferenze e dell’impotenza troviamo una Los Angeles sporca, lurida e corrotta. Dove avere una doppia faccia è l’ordinarietà e i volti umani diventano prismi, sempre pronti a ruotare verso il miglior offerente.

In sintesi, City of lies, è la perfetta fusione tra il dramma, senza tempo, di come gestire un’ossessione e la crisi morale che pervade il nostro secolo.

A riprende le parole di Emil Cioran, noto filosofo moderno :

“Ce l’ho col nostro secolo per averci soggiogati fino al punto di ossessionarci anche quando ce ne distacchiamo.”.

Chi ha ucciso Notorious B.I.G.?
Tutti e nessuno. Ma, in fondo, non era questa la vera domanda.

Voto: 8.5

A cura di: Kowalski , Don_Malakas , Torquemada , Solzimer

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