Recensione di “Bohemian Raphsody”

La voce della leggenda

Bohemian Raphsody

Potrei partire da un’analisi tecnica del film, ma sarebbe un po’ come sminuire la potenza emotiva di un biopic musicale destinato ad essere ricordato. Bohemian Raphsody racconta la nascita dei Queen dal giorno uno al Wembley Aid concert del 1985. Il titolo del film rappresenta perfettamente la dinamica degli eventi che mischia elementi di ribellione, drammatici, di commedia e di commozione con un filone logico estremamente riconoscibile, che ci guida attraverso la vita di Freddie colma di solitudine. In tutta la pellicola infatti, assistiamo da parte di Freddie un continuo passare da una condizione di estremo ecstasy in fase di produzione delle canzoni e durante la fase dell’esibizione per poi passare ad un drammatico retroscena di solitudine che lo porteranno a prendere le distanze dalla band per molto tempo, a favore di una vita sregolata e non produttiva a livello musicale. Sarà poi Mary Austin, colei che sempre gli è stato accanto, la presenza che tirerà fuori Freddie da questo baratro per poi ricongiungersi con la sua vera famiglia: i Queen. Poco tempo dopo la riunificazione però scopre di aver contratto l’Aids ma è più determinato che mai a partecipare al concerto di Wembley del 1985 dove ci viene regalata una performance di 20 minuti di puro ecstasy in cui la voce di Freddie è la protagonista indiscussa. Ci sono alcuni errori dal punto di vista storico soprattutto nel periodo travagliato in cui Freddie si allontana dalla band e alcuni dettagli messi per dare maggior sostanza alla trama non combaciano, ma credo che nel complesso non intacchino la riuscita del film.
Rami Malek (Freddie) è il vero cavallo vincente del film e porta su di sé la completa riuscita della pellicola. Rami riesce a cogliere tutti quei tic e quelle movenze tipiche di cantante tanto che se osservate il video del concerto dell’85 e lo spezzone del film sempre legato a quel concerto, vedrete una somiglianza di movimenti di altissimo livello interpretativo che trova il suo apice grazie ad un utilizzo di costumi estremamente fedeli anche per il resto del film.

Bohemian Raphsody

A livello sia di regia che di post produzione il lavoro è minuzioso, tanto da riuscire a trasferire la potenza delle colonne sonore su immagini che riescono a trasmettere il legame profondo tra pubblico e Band.
Nel complesso credo sia il miglior biopic musicale degli ultimi anni, ma voglio lasciarvi con una domanda: la riuscita del film è dovuta ai Queen o al cast?

Voto: 9

A cura di Shangai

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