Recensione de “L’uomo che uccise Don Chisciotte”

E dopo 25 anni… eccolo finalmente!

L'uomo che uccise Don Chisciotte

Sembra incredibile ma ce l’ha fatta. Dopo 25 anni di peripezie la nuova creazione di Terry Gilliam è approdata finalmente nelle nostre sale. La pellicola, libero adattamento all’opera Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes, narra le vicende di un vecchio pazzo convinto di essere Don Chisciotte, che scambia Toby Grisoni, un giovane regista, per il suo scudiero Sancho Panza. I due, dopo avvenimenti rocamboleschi, intraprenderanno un viaggio assurdo, capace di mettere a dura prova anche la mente del giovane regista.
Per Gilliam è già stato un successo portarlo in sala il film, ma in pochi si sarebbero aspettati un lavoro così ispirato e pieno di amore, dopo tutti i tentativi fallimentari. L’uomo che uccise Don Chisciotte (2018) è allo stesso tempo un omaggio al cinema e una critica alle grandi produzioni che affossano i lavori autoriali come questo. L’ultimo gioiello del visionario regista è un’opera molto personale, fatta con amore, che usa la storia di Don Chisciotte per andare a raccontare qualcosa di nuovo e di impossibile. Benché a tratti il film soffra di qualche piccola flessione, riesce a regalare momenti di cinema puro, di quello raro a vedersi negli ultimi tempi. La regia ispiratissima, insieme all’aiuto di una fotografia eccezionale, regala sequenze memorabili come l’arrivo al fatiscente paese spagnolo con il susseguirsi dei ricordi del regista o il malinconico e romantico finale.

L'uomo che uccise Don Chisciotte

Grandi sono anche le prove attoriali. Jonathan Pryce, nel ruolo del vecchio Don Chisciotte è perfetto, poiché riesce a dare quel tocco di mistico e leggendario, capace di far rivivere la storia del cavaliere errante. Al fianco di Pryce troviamo il carismatico e divertente Adam Driver nei panni di Toby Grisoni. Impossibile ormai negare la bravura di un attore che, negli ultimi si sta ritagliando ruoli di assoluto valore come in Silence (2016) e BlacKkKlansman (2018), oltre all’ormai iconica parte di Kylo Ren nella saga di Star Wars. Il grande merito del successo degli attori sta anche nelle scelte di Gilliam, che malgrado l’alternarsi delle produzioni e il cambio degli interpreti, è riuscito a reclutare un cast da sogno.
Quindi dopo 25 anni di sventure, possiamo solo essere entusiasti del lavoro di Gilliam. E anche se non avrà avuto l’appoggio della critica, la sua opera resta sicuramente tra le migliori dell’anno.

Voto: 8.75

A cura di Kowalski

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