Recensione di “Widows – Eredità criminale”

McQueen cambia il genere ma non cambia il risultato

Widows

Steve McQueen, dopo l’exploit agli Oscar con 12 anni schiavo (2014), ha stupito un po’ tutti tornando a cimentarsi con un progetto di genere. Infatti, in collaborazione con Gillian Flynn (L’amore bugiardo – Gone Girl) ha scritto la sceneggiatura di questo heist movie, prendendo spunto dalla serie tv degli anni ottanta Le vedove. La pellicola narra le vicende di quattro donne che decidono di portare a termine il colpo criminale per cui i loro mariti hanno perso la vita. Ma Widows – Eredità criminale è molto di più di questa semplice trama. È un concentrato di violenza e cinismo, dove ogni personaggio per perseguire i proprio obiettivi non guarda in faccia nessuno. La caratterizzazione dei personaggi è eccellente e minuziosa, ogni singola pedina è esplorata a fondo e arricchita di particolari veramente interessanti. Viola Davis, che nel film rappresenta la vedova del capo della banda (Liam Neeson), è perfettamente in parte e il suo personaggio riesce a trasmettere un carisma e un’autorità visibile in pochi altri heist movie. Un particolare veramente interessante è il suo cane, inquadrato sempre in braccio a lei quando impartiva gli ordini alla squadra. Il resto del team è formato da Michelle Rodriguez, Elizabeth Debicki e Cynthia Erivo. Menzione speciale per la Debicki, che porta in scena un personaggio completamente estraneo e inusuale per una storia di questo tipo, ma che funziona incredibilmente e si rivela alla fine uno dei più grandi successi della pellicola.
Inutile ormai parlare della regia di McQueen, che ancora una volta si conferma come uno dei registi più completi della nuova Hollywood. In ogni sua pellicola riesce a esaminare l’evoluzione di ogni singolo personaggio anche in contesti estremamente diversi. Ogni sequenza è mozzafiato, sia quelle d’azione che quelle dialogate. Quest’ultime, grazie alla collaborazione con la Flynn, sono ricche di battute pungenti, di ironia e di cattiveria.

Widows

Impossibile non fare menzione anche del cast corale che faceva da spalla ai protagonisti. I vari Colin Farrell, Daniel Kaluuya e Robert Duvall anche se impiegati in un ruolo minore, sono sempre convincenti oltre al sopra citato Liam Neeson, che dopo il ruolo in La ballata di Buster Scruggs, ottiene un altro ruolo da comprimario in cui riesce a far esaltare tutto il suo talento, perso un po’ per strada negli ultimi anni.
Quindi il film è un autentico successo, perché pur essendo un film di genere, possiede tutti gli elementi per arrivare al grande pubblico e allo stesso tempo ha un taglio molto autoriale e di nicchia.

Voto: 8.5

A cura di Kowalski

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