Non solo Limitless – 4 Film in cui una droga ha degli effetti sbalorditivi

 

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Buongiorno Cinefili. Avrete visto tutti Limitless, il film più famoso di Neil Burger, o, se non l’avete fatto, siete parte di una piccola minoranza. Il famoso lungometraggio con Bradley Cooper, pur essendo ben lontano dall’ottimo cinematografico è riuscito a intrigare e incuriosire i molti, riuscendo a far parlare tanto ed è destinato a essere riconosciuto negli anni come film cult.  Se è vero che la critica è divisa e lo definisce spesso come troppo limitato – e lo è sicuramente dai paradigmi del dogma Hollywoodiano degli anni 2000 “sfornare per vendere”, per cui un film funzionare a livello di botteghino debba essere sviluppata secondo determinate regolette, sia a livello di sviluppo che di tempi narrativi – noi ci limitiamo a dire che l’idea alla base del film a noi è piaciuta, ma che non è unico nel suo genere, come molti pensano.

TRAILER DI LIMITLESS

Ecco a voi una classifica, che poi è più che altro una lista di cinque film, in cui, come in limitless, un farmaco o una droga diviene oggetto magico, in grado di spingere l’essere umano aldilà delle proprie possibilità fisiche e mentali e, in alcuni casi addirittura a donargli poteri soprannaturali. Passeremo da medicinali sperimentali, al fumo di DMT, alle classiche pillole sintetizzate nei laboratori chimici. E molto altro ancora…

4)Enter The Void (2009)

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In “Enter the Void” i colori delle luci al neon creano un’esperienza “immersiva” per lo spettatore

Enter The Void non è solo un film, ma quello che lo stesso regista Gaspàr Noè definisce “un’esperienza psichedelica”. Con un cast di giovani emergenti in cui spiccano Nathaniel Brown e Paz de la Huerta nel ruolo di protagonisti, un budget relativamente basso e la scelta di fare una pellicola della durata di quasi tre ore, non c’era nulla di scontato nella riuscita di un film che comunica alla parte viscerale ed emozionale, più che rispondere alle esigenze razionali dello spettatore.

Oscar e la sorella minore Linda si sono da poco trasferiti a Tokyo. Il ragazzo, piccolo spacciatore, dopo aver fumato della DMT (Dimetiltriptammina),  che non è altro che una sostanza allucinogena prodotta in piccole dosi anche dal nostro cervello mentre sognamo, entrerà in un locale che si chiama “the void” per vendere una dose a un amico ma finirà per incappare in una retata della polizia e cadrà agonizzante sotto i colpi di una calibro nove. Il ragazzo vivrà un’esperienza post-mortem che,amplificata dall’ effetto della potente droga che aveva preso poco prima, gli permetterà di muoversi una nuova dimensione dalle infinite possibilità, in cui avverrà una separazione tra anima e corpo. Da quel momento Oscar vagherà per le strade di Tokyo e vivrà delle esperienze tratte dal suo passato e da un futuro potenziale…

I drammi , i sogni, la vita, la morte, i colori, l’angoscia, l’appagamento e molti altri elementi sono presenti dell’universo unico di Gaspar Noè. Una pellicola da vedere  senza pregiudizi, cercando di farsi lentamente trascinare in quel vuoto (void) del titolo. Il film è permeato da un crudo realismo nell’interazione tra i personaggi che si unisce a un’estetica volgare che tanto si addice alla realtà della vita di un tossico, fatta di  fasi di up e di down inframezzate da rapporti sessuali surrogati e incontri violenti, quanto  può risultare pesante per uno spettatore non abituato a scene forti, in certi momenti quasi al limite del disgusto.

TRAILER DI ENTER THE VOID

3) Effetti Collaterali (2013)

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In “Effetti Collaterali”ogni dettaglio è fondamentale

La pellicola di Steven Soderberg trova un ottimo compromesso tra un intrigante thriller e una pellicola di denuncia verso il mondo delle cure sperimentali, soprattutto quando queste sono rivolte verso la nostra parte più fragile che è la psiche.

Emily, interpretata da un otttima Rooney Mara, soffre d’ansia e la sua situazione peggiora quando il suo rapporto con il marito (Channing Tatum) va in crisi. Data l’inefficacia delle terapie tradizionali, la ragazza troverà sollievo solo grazie un nuovo farmaco in via di sperimentazione, seguita dal perfezionista dottor Banks, un Jude Law in gran forma. Grazie alla nuova cura tornerà ad essere innamorata del marito e ad avere un’energia che non aveva mai avuto prima. Proprio quando sembra andare tutto per il meglio, il marito Martin viene pugnalato a morte nella cucina della loro casa e porprio Emily sarà scoperta dalla polizia con un coltello in mano. Ma il dottor Banks ci vorrà vedere più chiaro in questa vicenda…

Un’accurata scelta del cast unita alle grandi capacità del regista con la macchina da presa danno pregio a un film con gli elementi del thriller tradizionale, che, se non ci farà balzare dalla sedia per i colpi di scena o per il coinvolgimento psicologico, sicuramente si farà apprezzare per la meticolosità con cui è rappresentata una società fatta di grandi apparenze e piccole piaghe di sottofondo, sia nei rapporti intimi, che a livello macro. Una società fatta di apparenze in cui la verità ha sempre un doppio fondo.

 

2) Lucy (2014)

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Scarlett Johansson grazie al suo sguardo intenso riesce a dare ulteriore profondità al personaggio

Lucy, la penultima irriverente opera di Luc Besson, regista del recente Valerian e la città dei mille pianeti, è una pellicola difficile da incasellare in un genere. Risulta più che altro un esercizio di stile del regista che prende un film d’azione un po’ trash alla Pierre Morel (Taken) e un’ opera profonda e pomposa sulla vita, Malickiana per intenderci, e le mette insieme senza farsi troppo il problema di dare una coerenza logica a quello che mette in scena. Il risultato è un film che urla dall’inizio alla fine che non serve prendersi troppo sul serio per portare una serie di temi, argomenti e concetti di un certo spessore ed esporli efficacemente.

Lucy (Scarlett Johansson) è una studentessa che vive a Taiwan tra giornate di studio e nottate nei club più popolari della città. Per via della frequentazione con un ragazzo conosciuto in discoteca si troverà a consegnare una valigetta dal contenuto sconosciuto a, Mr. Jang, boss della mlavita coreana. Il criminale sequestra la ragazza e decide di inserirle nella pancia uno dei pacchetti ricevuti – i quali contengono una droga misteriosa – utilizzandola così come passiva trasportatrice. Non sarà così perché la rottura del pacchetto libera il prodotto chimico, che viene progressivamente assorbito dal corpo della ragazza. Lucy svilupperà gradualmente un’intelligenza  e un potere inimmaginabili, che sfrutterà per sconfiggere gli uomini di Jang che le danno la caccia e per sviluppare , grazie all’aiuto del neuro ricercatore Norman (Morgan Freeman) il 100% delle possibilità dell’esserre umano.

C’è l’eroina ed è anche molto sexy, ci sono i cattivi, le sparatorie, la droga, il sangue che schizza, i viaggi nel tempo, i superpoteri, i monologhi sulla vita, alcune immagini forti e il tutto è amalgamato con un pressapochismo e un incoerenza logica che, dopo i primi minuti di smarrimento, viene intesa come stilema portante del film. La cosa agghiacciante è che funziona: il film spacca nel suo rifiuto di darsi un tono. Il cinefilo, in fondo, è come una bella ragazza: i ristoranti di lusso le piacciono e non smette mai di confrontarli, desiderarli, ma per farla godere, qualche volta devi portarla a mangiare panini e patatine, e non in un drive in convenzionale, ma in un posto dove fanno buoni hamburger.

TRAILER DI LUCY

 

Bonus: non solo NZT-48, le più famose droghe inventate nel cinema

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“Alex e il suo Latte+ in uno dei fotogrammi più iconici del capolavoro di Kubrick”

Latte+

Probabilmente la droga più famosa della storia del cinema, detta anche latte rinforzato, è la bevanda preferita di Alex de Large e dai suoi drughi nel capolavoro di Kubrick Arancia Meccanica. L’effetto è quello di rendere chi la prende più forte e spietato, pronto insomma per una giornata all’insegna dell’Ultraviolenza.

Nuke

Potentissima sostanza dell’universo di Robocop di Paul Verhoeven che crea un’assuefazione così forte che nemmeno la trasformazione in Robot riesce a dissuadere

Slo-mo

Il film di John Wagner e Carlos Ezquerra ispirato al famoso fumetto Dredd – La legge sono io vede la comparsa di questa droga molto particolare in grado di rallentare la percezione sensoriale in modo direttamente proporzionale all’intensità del piacere provato

Chp-4

La droga potenziante presente nel sopracitato Lucy di Luc Besson. La curiosità è che pare sia ricavata da una sostanza non sintetizzabile presente nella placenta in piccole dosi che da al feto l’imput per formare le ossa. E che quindi, assunta da un soggetto adulto, lo faccia progredire fino all’inverosimile.

Spezia

La droga che in Dune di David Lynch tiene ben saldo l’equilibrio dell’universo e che dona a chi la controlla un potere illimitato, consentendogli di prevedere il futuro e di divenire immortale.

Sommacin

La droga che permette ai personaggi di Inception  di entrare in un sogno condiviso e muoversi dentro di esso.

1) Scanners (1981)

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Revok ha tutta l’aria di essere un tipo pericoloso

Nella corposa filmografia di un veterano come David Cronemberg esiste una pellicola in cui il regista mostra il suo lato più surreale e il suo gusto per il paranormale parlando di telepatia e controllo mentale. Supera però i paradigmi dell’horror classico allo scopo, prima di tutto, di indagare l’uomo e i poteri inesplorati della sua mente.

La ConSec è una grande società che produce psicofarmaci e conduce studi sugli Scanners, ovvero misteriosi individui dotati di poteri telepatici, che comandati dallo spietato Revok vogliono sfruttare la loro abilita per ottenere il potere. Il Dottor Ruth, fondatore dell’azienda, ha messo a punto da tempo l’Ephemerol, un siero che consente alle persone di difendere le proprie menti dal controllo mentale, preservandoli così dalla follia. Recluterà Camerun Vale, giovane telepate per contrastare gli scanners. Ma attenzione, l’Ephemerol, quel farmaco che sembra essere solo una cura, ha un ruolo molto più importante nella vicenda…

Diversamente da altri film in questa lista, nel lavoro di Cronemberg la sostanza fa la sua comparsa, non come esaltatore delle potenzialità, bensì come rimedio per ridimensionarle. E sarà questo il fulcro del film, come è possibile sintetizzare una cura se non si conoscono i motivi della nascita di questi individui con poteri paranormali? Per vederci chiaro dovremo aspettare un finale tanto ambiguo quanto efficace. Nono film e primo vero successo commerciale del regista canadese, intrattiene per la durata di centoventi minuti, arrivando a scandagliare le radici del bene, del male e a esplorare i meandri più contorti della mente, senza mai diventare pesante.

TRAILER DI SCANNERS

A cura di Don_Malakas

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