Recensione di “Dark Crimes”

Jim Carrey torna con un film che delude

Dark Crimes

Quando fu annunciata l’inizio della produzione, c’era molta attesa riguardo a questo progetto che si basava su un articolo di David Grann. Con l’entrata nel cast di Jim Carrey, l’attesa si è trasformata in trepidazione, dato il grande periodo di inattività della star. Uscito nelle sale a maggio 2018, Dark Crimes (2016) è stato accolto molto negativamente sia dalla critica che dal pubblico.
Il film racconta la vicenda di Tadek, un poliziotto con un passato burrascoso, che si trova ad indagare su un caso di omicidio chiuso molto tempo prima, poiché ha scoperto nuovi dettagli ed è sicuro di risolvere l’enigma. Ma il suo percorso non sarà così semplice, dovrà fronteggiare uno scrittore famoso, autore di un libro che descrive l’omicidio nei minimi particolari, e la sua compagna, una ex prostituta, che sa molte cose sconosciute alle indagini. L’opera apparentemente si presenta come un thriller con buone potenzialità, poiché, il soggetto e i protagonisti sono anche abbastanza intrigante. Purtroppo però, la prima parte del film è piatta, priva di particolari e il caso non riesce a decollare. Malgrado la breve durata della pellicola, nella parte finale, c’era l’occasione di dare un po’ di pathos alla vicenda, focalizzandosi più sull’indagine che sul dramma esistenziale dei personaggi. Cosa che non è avvenuta e che, inevitabilmente, ha fatto crollare ogni flebile speranza. La regia del greco Alexandros Avranas, Leone d’argento per la miglior regia a Venezia 2013, è monotona e senza un minimo di tensione. Le scene cardine del film sono girate male e non sono aiutate neanche dalla colonna sonora, spesso assente o utilizzata a sproposito. La caratterizzazione dei personaggi è pressoché inesistente, la situazione difficoltosa della famiglia di Tadek non è quasi mai sottolineata, rendendo la moglie e la figlia solo due comparse facilmente dimenticabili. Il villain del film, rappresentato dallo scrittore, sembra rappresentare uno dei pochi punti a favore della pellicola, ma purtroppo, in questo film niente sembra andare nel verso sperato. Infatti anche la sua parte viene quasi annullata da una sciagurata sceneggiatura. La vicenda di Kasia, interpretata da una convincente Charlotte Gainsbourg, è narrata frettolosamente ed entra nel vivo del film troppo tardi, poiché se fosse stata introdotta fin dai primi minuti, probabilmente avremmo assistito ad una pellicola più convincente.

Dark Crimes
Arriviamo quindi a Tadek, portato in scena dal grande Jim Carrey. Il protagonista, se inizialmente poteva anche incuriosire, si rivela anche lui un personaggio anonimo e scialbo. Il poliziotto conserva in ogni modo quel qualcosa di interessante, donato dal talento recitativo di Jim Carrey, che non riesce comunque a offrire una prova degna delle sue migliori performance.
La pellicola quindi, nonostante il cast delle grandi occasioni, rimane un thriller dozzinale, che non dà grandi spunti di riflessione a causa di una narrazione totalmente squilibrata. Gli unici aspetti positivi sono le interpretazioni, pur sempre sotto la media, di due grandi attori e qualche sequenza indovinata di un regista di indubbio talento.

Voto: 5.75

A cura di Kowalski

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