Recensione di “Una vita spericolata”

Marco Ponti torna a farci ridere di gusto

Al Mantova Film Fest 2018 abbiamo assistito all’ultimo film di Marco Ponti, Una vita spericolata (2018). La pellicola uscita nelle sale il 21 giugno del 2018, racconta la vicenda Rossi, un meccanico sull’orlo del fallimento che va in banca per chiedere un prestito. Ma la sua richiesta si trasformerà inconsapevolmente in una rapina rocambolesca che coinvolgerà anche BB, il suo migliore amico, e Soledad, una giovane attrice già sulla via del declino. A dare la caccia ai giovani, ci saranno i poliziotti e un gruppo di criminali, che sembrano essere legati ai soldi rubati.

Una vita spericolata
Quest’ultima opera, la sesta uscita nelle sale del regista torinese, è un mix di commedia e azione, che diverte tantissimo dal primo all’ultimo minuto. Già la struttura del film risulta convincente, infatti, si usa come pretesto la presunta rapina, andando a creare un heist movie nel vero senso della parola ma con molte particolarità. Ed è qui che si rivela la scelta vincente del regista, cioè quella di rendere il tutto molto ridicolo e sopra le righe. Nessun personaggio importante del film agisce normalmente, ma tutti, perfino le forze dell’ordine, sono caricature della realtà, che si comportano in modo buffo e surreale. Non a caso, il personaggio più divertente e bizzarro è il commissario della polizia, interpretato da un ottimo Massimiliano Gallo, protagonista di gag esilaranti e orchestrate sempre con i tempi giusti, non risultando mai pesante o eccessivo. Passiamo ai tre pilastri del film: Rossi, BB e Soledad. La scelta del regista, qui anche sceneggiatore, di dare il ruolo principale non a un solo personaggio ma a ben tre figure distinte è geniale. I giovani si rubano la scena l’uno con l’altro alternandosi, dando allo spettatore una comicità sempre diversa ma di qualità. Curiosa, rischiosa ma allo stesso tempo molto apprezzata anche la via amorosa intrapresa dai ragazzi, aspetto di solito molto trascurato nella maggior parte delle pellicole italiane del momento. Da sottolineare anche l’interpretazione dei giovani Lorenzo Richelmy, Matilda De Angelis e Eugenio Franceschini, attori fino ad ora impiegati per lo più in fiction, con l’eccezione della De Angelis in Veloce come il vento (2016), ma che ultimamente si stanno ritagliando tutti ruoli molto importanti all’interno del panorama del cinema italiano.

Una vita spericolata
Con Una vita spericolata si ritorna al vecchio cinema brillante e fresco che aveva fatto emergere Ponti, grazie al suo lungometraggio d’esordio Santa Maradona (2001). Non a caso i protagonisti dei due film si chiamano entrambi Bartolomeo. Gli unici difetti evidenti che si possono riscontrare nella pellicola è l’uso forse ridotto dei criminali, ridotti solo a macchiette, pur sempre divertenti, ma inutili ai fini della vicenda, poiché l’escamotage usato per farli entrare in scena è piuttosto banale e scontato.
In ogni caso, tirando le somme, la pellicola risulta una buona commedia di genere, che fa ridere e prova a risollevare un genere, che in Italia è troppo spesso simile alla commedia stupida e idiota dei cinepanettoni.

Voto: 7.5

A cura di Kowalski

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