Le monografie dei grandi registi: Christopher Nolan. Parte 1

Christopher Nolan – Il primo periodo

Christopher Nolan

“Qual è il tuo regista preferito?” “Sicuramente Nolan, Il cavaliere oscuro e Interstellar sono dei capolavori”. Ecco, questa è la più probabile delle risposte che possiamo ricevere quando abbiamo a che fare con un ragazzo alle prime armi col cinema. Infatti il povero Chris è un regista molto apprezzato dal pubblico, ma che allo stesso tempo negli ultimi anni ha attirato su di se l’odio dei cinefili, che lo giudicano come un regista mediocre senza particolari abilità che sta cavalcando l’onda del successo.
Ed è per questo motivo che ho deciso di dedicare la prima monografia proprio a lui, esaminando la sua carriera da cineasta film per film.
Christopher Nolan nasce a Londra da padre Inglese e madre americana. Fin da subito, mostra grandi abilità nel campo della fotografia e dei cortometraggi e nel 1989 riesce a proiettarne uno (Tarantella) su un canale americano. Successivamente, farà la conoscenza di Emma Thomas, produttrice cinematografica e sua futura moglie. Insieme a lei, inizierà la lavorazione del suo primo film Following, l’opera che gli farà acquisire notorietà tra le grandi case di produzione. (non so se va bene come ho messo giù l’ultima frase)

Following (1998)

Christopher Nolan

Nel 1998 Nolan esordisce dietro la macchina da presa con Following, confezionando un prodotto “tutto suo” nel vero senso della parola, poiché è sceneggiatore, produttore, direttore della fotografia e montatore. Il budget di questo lungometraggio fu veramente basso, infatti si narra che il regista, per risparmiare, abbia prima fatto provare le scene agli attori affinché venissero girati meno ciack possibili. Il film racconta di uno scrittore che trascorre il suo tempo pedinando le persone e cercando di entrare nelle loro vite.
Ma un giorno sceglie il bersaglio sbagliato.
Infatti quest’ultimo si rivela essere un ladro che lo incastra e lo trasforma in rapinatore e assassino.
Nonostante tutte le vicissitudini, il film rimane un ottimo prodotto, la regia, anche se acerba, è molto pulita e ha alcuni virtuosismi di pregevolissima fattura. Ma la cosa che più colpisce dell’intero lungometraggio è la sceneggiatura. La narrazione mista di flashback e presente è un aspetto che ha contraddistinto la carriera di Nolan, infatti ritroviamo questo tipo di struttura in alcuni dei suoi film più famosi come Memento, The Prestige, Inception e Dunkirk.

Quindi, questo Following, è un’opera, che, pur essendo di soli 69 minuti e mostrando evidenti limiti di budget, riesce ad appassionare lo spettatore e a trasmettere quel velo di giallo e suspense che renderà Memento un cult.

Memento (2000)

Christopher Nolan

Siamo nel 2000, e complice il successo della sua opera prima, Christopher Nolan decide di girare un lungometraggio tratto dal racconto Memento Mori del fratello Jonathan. Il film in sostanza narra la vicenda di Leonard Shelby, investigatore presso una compagnia di assicurazioni, che soffre di una rara malattia che non gli consente di ricordare una cosa per più di un quarto d’ora. L’uomo è alla ricerca dell’assassinio della moglie e, per continuare l’indagine, si serve di taccuini, tatuaggi sul corpo e foto Polaroid.
Il successo di critica della pellicola è strepitoso, tanto da guadagnarsi ben due candidature all’Oscar per il miglior montaggio e per la miglior sceneggiatura originale. Ma è proprio il metodo di narrazione a risultare vincente e unico. Il film è come se fosse girato in diretta, ogni 15 minuti esatti ogni scena è interrotta e ne riparte una dopo completamente sconnessa da quella precedente, che disorienta completamente lo spettatore, rendendolo il protagonista del giallo. La sceneggiatura è brillante e inattaccabile in ogni suo punto, grazie alla sua narrazione non lineare, ed è ormai un esempio per gli appassionati e aspiranti sceneggiatori. Nolan inoltre dimostra ancora una volta il suo talento dietro la macchina da presa, riuscendo a gestire una trama molto complessa, sfornando un prodotto di assoluto valore che servirà di ispirazione per alcuni grandi registi negli anni successivi.
Quindi possiamo dire che Memento è stato un film rivoluzionario, che ancora oggi rappresenta uno dei migliori thriller degli anni 2000 e sicuramente può essere considerato tra i lavori meglio riusciti del regista britannico.

Insomnia (2002)

Christopher Nolan

Ormai, dopo il successo di Memento, Nolan è entrato a far parte dei registi più talentuosi e osservati del panorama Hollywoodiano. Tant’è che nel 2002 decide di girare il remake di Insomnia, film norvegese omonimo, diretto da Erik Skjoldbjærg nel 1997. La storia è semplice: il detective Will Dormer viene mandato in una cittadina dell’Alaska con il collega Hap per indagare su un omicidio. Durante una perlustrazione alla ricerca dell’assassino uccide fortuitamente Hap. Will racconta che a sparare è stato l’assassino ma quest’ultimo ha visto tutto e inizia a ricattarlo.
Il budget del film è molto più alto e il regista ha l’occasione di lavorare con attori del calibro di Al Pacino e Robin Williams.
Questo, come gli altri due lungometraggi del regista britannico, riceve una buona accoglienza da parte della critica, che comunque si mostra meno entusiasta di quanto lo sia stata per Memento. In effetti il progetto è molto meno personale dei precedenti e Nolan questa volta lo troviamo solo dietro la macchina da presa.
Nonostante tutto, la regia del film è sempre ottima. Alcune sequenze sono mozzafiato, come ad esempio quella d’apertura e la scena finale. Le prove degli attori danno un surplus al film, infatti la recitazione di Al Pacino è stata molto apprezzata, proprio per la capacità dell’attore di donare al detective la stanchezza e il malessere esistenziale causato dal rimorso. Complessivamente Insomnia rimane un buon film. Inferiore agli altri due perché manca proprio dell’impronta personale del regista che sembra essersi avvicinato al progetto solo su commissione. In ogni caso, complice il cast e la grande notorietà del regista, il film incassa alla grande, rendendo Nolan uno degli autori più apprezzati e ricercati di Hollywood.

A cura di Kowalski

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