Grandi Registi – I 10 film che non hanno mai portato a termine

Buongiorno Cinefili,

Questa classifica è dedicata ai grandi registi e, nello specifico a “I 10 film che non hanno mai portato a termine”. Stiamo parlando di tutti quei film che, per un motivo o per l’altro, non lo sono mai diventati. Alcuni di questi progetti sono rimasti solo tormentai pensieri nella mente dei registi, altri hanno dato alla luce soggetti e sceneggiature per altre pellicole venute dopo o le hanno semplicemente ispirate. In questa classifica troverete grandi del cinema come Alfred Hitchcock, Stanley Kubrick e David Lynch. Ma non perdiamo altro tempo, buona lettura!

 

10. Noriega (1994) – Oliver Stone

28 Maggio, 1984. Oliver Stone, dopo insistenti voci a riguardo, conferma di aver abbandonato il progetto dedicato al Leader Massimo della Liberazione nazionale panamense Manuel Noriega. Lo definirà rischioso, con complicazioni relative alla sceneggiatura e troppo costoso. Sembrava strano che il regista avesse abbandonato un progetto per cui aveva speso così tanto tempo: aveva effettuato indagini insieme ad alcuni storici sull’invasione panamense, condotto ricerche sulle realtà dell’America Centrale e  aveva addirittura ottenuto un permesso per intervistare Manuel Noriega, che stava scontando in carcere una pena per traffici illeciti. A frustrare il regista fu l’impossibilità di trasporre una storia così complessa come quella di Panama, Noriega e l’affare Iran-Contra in una pellicola accessibile al grande pubblico, così da giustificare una spesa prevista di quaranta milioni.

 

9. Il Gladiatore 2 (2008) – Ridley Scott

Se ne parla da tanto. Se ne parla ancora molto. La possibilità di un ritorno di Massimo sul grande schermo fa sognare tutti sin dall’uscita del kolossal nel 2000. C’è anche chi, come Nick Cave, si è messo al lavoro e nel 2008 ha scritto una sceneggiatura che ora si trova sugli scaffali della Dreamworks. Il progetto è concreto e anche Ridley Scott lo considera possibile:

“Posso riportarlo in vita, so come farlo.

Ho parlato con Crowe su come riportarlo in vita

Si può usare il corpo di un guerriero morente come portale

per riportare in vita qualcuno”

Molto vaghe e sicuramente interpretabili le parole del celebre regista, ma ciò di cui siamo sicuri è che nella mente dell’autore di Blade Runner ci sia un disegno preciso. L’unico dubbio che ci rimane è se potremmo mai vedere questo osannatissimo sequel sul grande schermo. Per il momento, con un Russel Crowe invecchiato e un po’ imbolsito e con il regista impegnato in altri progetti, appare se non impossibile, quantomeno improbabile.

 

8. L’assedio di Leningrado (1989) – Sergio Leone

12 gennaio, 1989. MOSCA FIRMA. LEONE GIRERA’ IL KOLOSSAL “LENINGRADO” Così titolava un’articolo uscito su la Repubblica. Era tutto pronto: il regista avrebbe girato una storia d’amore tra un giornalista statunitense  e una ragazza russa sullo sfondo del terribile assedio che per 900 giorni, durante la seconda guerra mondiale, bloccò Leningrado (oggi San Pietroburgo). Mai nessuno aveva tentato di portare la terribile storia sul grande schermo anche a causa di difficoltà oggettive, ma il regista non si dette per vinto perché, come diceva lui, “aveva troppi stati d’animo da esprimere”. Michail  Gorbačëv, all’epoca segretario generale del partito comunista dell’unione sovietica aveva già garantito al regista la disponibilità di una parte dell’Armata Rossa e dl supporto tecnico-organizzativo. A interrompere l’ambizioso progetto fu la prematura morte del regista all’età di sessant’anni per un attacco di cuore.

7. Superman Lives (anni 90′) – Tim Burton

Un Nicholas Cage dalle folta chioma avrebbe dovuto interpretare Superman. Stiamo parlando dell’ormai leggendario progetto di un Tim Burton che, appena dopo l’uscita del suo Batman, considerato da molti un classico di genere, aveva intenzione di cimentarsi nel più famoso dei supereroi. Ciò che aveva in mente di fare era un blockbuster divertente e non troppo impegnato. . La sceneggiatura  di Kevin Smith era basata sul fumetto The Death of Superman, e il supereroe dal rosso mantello avrebbe combattuto con orsi polari e ragni giganti, senza dimenticarci Lex Luthor, in compagnia di un cane spaziale per l’occasione. Insomma, c’erano tutte le premesse perché  lo stile inconfondibile del regista di Ed Wood rendesse la pellicola un cult generazionale. Ci fu solo un problema: Tim Burton non era così convinto dal progetto e colse al volo l’opportunità di realizzare Sleepy Hollow.  La produzione, per anni, rimase decisa a proseguire il progetto, che passò tra le mani di sette registi tra cui Rodríguez, Afleck, West e Bay, per poi arenarsi definitivamente

6. Megalopolis (primi anni duemila) – Francis Ford Coppola

200 pagine. Questa era la lunghezza della sceneggiatura scritta da Coppola per questo film di fantascienza su un ricchissimo architetto di New York che, a causa di un grande disastro, si trova a dover finanziare e progettare, la ricostruzione di una città utopica. Erano già trapelati alcuni nomi per un cast corale: si parlava di attori del calibro Kevin Spacey, Robert De Niro, Russel Crowe e Paul Newman per i ruoli principali. Era tutto pronto per il film più grande – a livello di budget – mai fatto da Coppola. Una pellicola avanguardistica, che avrebbe parlato del futuro dell’uomo e del suo ruolo nel nel progresso. Ma chi si tirerà indietro dal suo di ruolo è proprio Coppola: dopo i fatti dell’11 settembre 2001 fermò tutto e il motivo fu semplice, in quel momento la correlazione tra il soggetto del film e il tragico evento era troppo forte.

5. The Dream of the Bovine (1993) – David Lynch

Un progetto andato in vacca. Stiamo parlando dell’ennesimo dei bizzarri progetti messi da parte da David Lynch, il regista è infatti un abituè dell’accantonamento cinematografico. Dal sequel mai uscito di Dune ad una rivisitazione de La Metamorfosi di Kafka rimasta sempre e solo un’idea, il maestro ci ha spesso abituato a progetti non portati a termine; tanto che potremmo riempire una classifica solo coi suoi film non fatti.  The Dream of The Bovine si guadagna la menzione perché per questa pellicola  era già pronta una sceneggiatura scritta da Lynch stesso insieme a Robert Engels. Doveva essere una commedia che raccontava la storia di tre persone che prima erano letteralmente vacche e, dopo la trasformazione mantengono gran parte dei retaggi bovini. Pianificato in origine per essere un film, venne proposto come serie tv su comedy central ma venne riutato perché troppo grottesco e inadatto a un pubblico composto da famiglie. Finì presto nel dimenticatoio purtroppo.

 

4. Night Skies (fine anni 70′) – Steven Spielberg

E.T. poteva essere cattivo. Night Skies doveva essere un altro film sugli alieni, pensato da Spielberg dopo Incontri ravvicinati del terzo tipo. La storia, ispirata a un caso mediatico dell’epoca, era quella di una famiglia del Kentucky che veniva minacciata da un alieno, Il film avrebbe raccontato gli extraterrestri come esseri avanzatissimi, che venivano sulla terra per studiare gli esseri umani. L’autore, tuttavia , non era entusiasta di un progetto horror-scifi e, proprio quando sembrava aver abbandonato il soggetto, ebbe l’idea geniale: il protagonista doveva essere un alieno un po’ buffo atterrato sulla terra per sbaglio. Il film doveva essere spassoso ma anche profondo, avrebbe dovuto portare le famiglie al cinema a vedere la fantascienza. Nascerà così il progetto  E.T. L’extraterrestre che conosciamo tutti, in cui il regista riprenderà varie idee che aveva pensato per Night Skies, tra cui l’aspetto fisico dell’alieno.

 

3. Il viaggio di G. Mastorna (dagli anni 60′ in poi) – Federico Fellini

– La storia di Mastorna mi ha perseguitato per trent’anni, ha nutrito tutti gli altri film che ho fatto al suo posto – Queste le parole del celebre regista italiano per descrivere il suo rapporto con quello che, a detta di molti, è il più famoso film su carta della storia del cinema. Fellini scrisse una sceneggiatura insieme a Dino Buzzati e fece uno storyboard  che spiegava come dovevano essere le scene. La storia è quella del clown e violoncellista Giuseppe Mastorna , che, a causa di un’atterraggio d’emergenza del suo aereo durante un tour in Asia, si trova ad affrontare uno strano viaggio. Fellini lavorò trent’anni al progetto senza mai portarlo a termine per poi abbandonarlo definitivamente, forse per scaramanzia, quando la rivista Il Grifo pubblicò parte dello Storyboard, aggiungendoci in fondo, per sbaglio, la parola fine. La storia ha poi finalmente trovato la sua forma diventando un fumetto di Milo Manara.

2. Aryan Papers (1776 – 1990) – Stanley Kubrick

Hollywood non avrebbe mai voluto e apprezzato un film accurato sull’Olocausto. Questo il motivo che spinse il celebre regista ad abbandonare un progetto che aveva portato avanti per quasi quindici anni. Se Kubrick, così come Lynch, conta molti progetti mai realizzati nel suo archivio – tra cui un film su Napoleone e A.I. poi realizzato da Spielberg – Aryan Papers è forse il più particolare. Egli voleva:

” una struttura che comprime la drammaticità del complesso

e un contenuto informativo riguardo all’essenza di 

un uomo venuto dall’inferno.”

Il maestro viaggiò molto per trovare l’ambientazione giusta per le scene di guerra su Varsavia e proprio nel 1993, quando sembrava averla trovata nella città ceca di Brno, l’uscita di Schindler List di Spielberg gli causo un ripensamento sul soggetto, che infine valutò inadatto al grande pubblico.

 

Honorable Mentions:

Giraffes on Horseback Salad (1937) – Salvadòr Dalì

Letteralmente “una giraffa a cavallo di un’insalata”, questo il titolo di una sceneggiatura scritta dal celebre pittore per i fratelli Marx, che aveva come soggetto la storia d’amore  tra un’aristocratico spagnolo e una donna surrealista di cui non si sarebbe mai dovuta vedere la faccia. Dalì voleva che il film simboleggiasse “l’eterna lotta tra la vita fantasiosa e la vita razionale”. Fu scartato dalla Metro-Goldwyn-Mayer perché, neanche a dirlo, troppo surrealista

Il Signore degli Anelli con…I Beatles (anni 50′)

Se ne parlò tanto, fu scritta una sceneggiatura e sarebbe accaduto pochissimi anni dopo l’uscita dei romanzi di Tolkien. John Lennon sarebbe stato Gollum, Paul McCartney doveva essere Frodo, Ringo per il ruolo di Sam e Harrison per fare Gandalf.

 

1. Kaleidoscope (anni 60′)- Alfred Hitchcock

Uno slasher troppo estremo anche per Hitchcock.  La soggetto era così forte che anche Robert Bloch (Psycho) si rifiutò di collaborare alla sua scrittura. La storia si imperniava su un culturista omosessuale che, per via del suo odio e della sua ginofobia, assassinava giovani donne in contesti legati all’acqua. In quello che sarebbe stato il film più oscuro del regista, erano previste scene di necrofilia e brutali scene di uccisione tra cui una di annegamento all’interno una raffineria di petrolio. Molte personalità di rilievo dell’epoca, tra cui Francois Truffaut, sconsigliarono all’autore un film che forse, prendendo in considerazione il periodo di riferimento, era eccessivamente brutale. Di Kaleidoscope sopravvivono alcune fotografie di preproduzione, scattate durante dei test sulle prime scene.

Don_Malakas

 

Per saperne di più:

 

 

 

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