Recensione di “La truffa dei Logan”

La truffa dei Logan profuma di ritorno a casa per Soderbergh

La truffa dei Logan

Dopo anni di incertezza, nei quali il destino artistico di Steven Soderbergh è stato più volte messo in dubbio, il grande regista statunitense ha messo fine alle voci che volevano un suo ritiro dall’attività, annunciando la lavorazione di due film. Il primo film in questione è La truffa dei Logan (2017), distribuito nelle sale statunitensi nell’Agosto 2017 e arrivato in Italia solo il 31 Maggio di quest’anno, mentre il secondo è il ben più ambizioso Unsane, un horror girato interamente con lo smartphone.
Soderbergh, con La truffa dei Logan, sembra ritornare sul sentiero che lo ha reso celebre e capace di sfornare la trilogia su Danny Ocean e la sua squadra. Il film ha una struttura lineare e sostanzialmente gira tutto intorno a una rapina. La trama è semplice: i due fratelli Jimmy e Clyde Logan, per ovviare ai problemi economici della famiglia, decidono di organizzare una rapina durante un’importantissima corsa automobilistica. Per la riuscita del colpo i due Logan si serviranno dell’aiuto della sorella Mellie dell’esperto di esplosivi nonché carcerato Joe Bang.

La truffa dei Logan

Il film si presenta come una sorta di rivisitazione di Ocean’s Eleven – Fate il vostro gioco (2001), ma in realtà ne prende alcuni elementi per esaltarli in versione bizzarra e stramba. Infatti tutta la maestria di Danny Ocean o l’eleganza di Rusty non possiamo di certo riscontrarla in Jimmy e Clyde Logan, ma proprio in questo aspetto la nuova opera brilla maggiormente. Soderbergh è riuscito nell’impresa di snaturare l’ideale del rapitore bello e intelligente, rendendolo un comune operaio grasso che beve birra tutte le sere e che di certo non brilla per acume. I personaggi messi in scena da Channing Tatum e Adam Driver riescono a creare, attraverso la normalità e le simpatiche gag, un duo credibile e convincente. Adam Driver si conferma sempre di più un attore di grande talento, riuscendo a calarsi in ruoli sempre diversi dimostrando la sua versatilità sul set. Inoltre, a dar man forte ai due attori sopracitati, abbiamo un insolito Daniel Craig che si toglie per un attimo l’abito da 007 per indossare la tuta da carcerato. Esperimento riuscito alla perfezione, poiché Joe Bang risulta essere il jolly della pellicola, un personaggio veramente bizzarro capace di far divertire ed esaltare lo spettatore.
La regia di Soderbergh, come al solito, è inattaccabile e tutto il comparto tecnico svolge bene il suo lavoro. Menzione speciale per la fotografia che risulta sempre di livello grazie a quei colori caldi che si adattano perfettamente al tipo di film. Unica nota dolente della pellicola è la scarsa attenzione riservata ad alcuni comprimari. Ad esempio i personaggi di Katie Holmes, che impersona la ex moglie di Jimmy, e dell’agente dell’ F.B.I. interpretata da Hilary Swank, sono sfruttati poco e la loro storia avrebbe potuto essere approfondita maggiormente.

La truffa dei Logan

Per concludere, La truffa dei Logan è un prodotto riuscito che regala momenti di ottimo cinema, grazie al grande Steven Soderbergh che torna dietro alla macchina da presa con grande stile, divertendosi e facendo divertire il pubblico. Noi tutti, sperando che il periodo buio sia finito, ci auguriamo che il regista statunitense in futuro ci sappia regalare altre perle degne del suo nome. Attendiamo Unsane con trepidazione.

Kowalski

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