Top & Flop – Aprile/ Maggio

Ciao ragazzi!

In questa rubrica troverete i Top & Flop al cinema. Ogni due mesi, troverete il meglio e il peggio che abbiamo visto sul grande schermo e i film che vi consigliamo di recuperare assolutamente nel caso non siate riusciti a vederli al cinema. Non ci limiteremo a dare valutazioni sui film in generale, ma andremo a prendere in considerazione quelle caratteristiche che hanno esaltato o depresso il nostro animo cinefilo. Ma non perdiamo altro tempo, buona lettura.

La regia di Paolo Sorrentino in Loro – Top

Paolo Sorrentino, anche con la criticatissima opera divisa in due volumi “Loro”,  si riconferma  uno dei migliori in Italia – forse attualmente il migliore in assoluto –  con la macchina da presa. Come scrive Michele Giordano de “Il fatto quotidiano”: in molti criticano la sua opera, ma in pochi parlano di cinema. I lunghi piani sequenza – in primis quello finale che inquadra i terremotati dell’Aquila –  danno grande valore estetico all’opera. Le lunghe inquadrature ,che indugiano e calcano, con zoom e contro zoom sulle espressioni facciali dei personaggi, ci regalano un’esperienza cinematografica che sfrutta gli strumenti della comunicazione non verbale  per arrivare a una narrazione su più livelli, mai limitata alla mera rappresentazione dei fatti, sempre pregna di forte carica emozionale.

La sceneggiatura di Deadpool 2 – Top

 

 

 

 

 

Rhett Reese e Paul Wernick, autori della sceneggiatura del primo capitolo della saga, vengono affiancati da Ryan Reynolds e l’effetto si vede. Il canadese, infatti, ormai alla seconda interpretazione del supereroe, sente Deadpool nelle vene. Se nella prima pellicola era uscito perfettamente l’animo fracassone e dissacrante del personaggio – con un Ryan Raynolds che reggeva da solo il film – in questo secondo capitolo questi elementi riescono a essere elevati e brillantemente combinati con un’anima più melodrammatica del personaggio e con la caratterizzazione di ottimi comprimari. I dialoghi tra Deadpool e il Cable di Josh Brolin sono eccellenti.

La fotografia di I Segreti di Wind River – Top

Il volto più nascosto e crudele dell’ America ci vene mostrato nel Wyoming freddo e solitario di Taylor Sheridan. Centri urbani che diventano piccolissimi al cospetto della Magnificenza della natura, ci fanno riflettere su come in alcuni luoghi il rapporto tra uomo e natura sia più che mai conflittuale. Se il film ha un impatto così  forte dobbiamo molto alla fotografia di Ben Richardson, nella rappresentazione di orizzonti lontanissimi e sconfinate distese innevate che ci fanno vivere il senso di vuoto continuo dei personaggi.

Marcello Fonte e la regia di Matteo Garrone in Dogman – Top

Il crudo realismo nella rappresentazione di una storia di povertà e violenza, insieme alla decisione di mostrarci una dramma in cui la risposta alla perdita – una privazione totale per il protagonista che si ritroverà solo – non è la mera disperazione o un sentimento di giustizia, bensì la ricerca di vendetta tramite ulteriore violenza, fanno di Dogman uno dei migliori film italiani degli ultimi anni. Il fiore all’occhiello dell’opera è l’interpretazione di Marcello Fonte nei panni di Marcello, un personaggio apparentemente  semplice e incapace di fare del male, che svelerà, poco a poco, una psicologia molto più complessa e depravata.

L’idea alla base di A Quiet Place – Top

La pellicola di John krasinski riesce a capovolgere le logiche del genere Horror arrivando far montare la paura e l’ossessione nello spettatore tramite il silenzio.

La gestione della struttura narrativa di Loro – Flop

L’opera, divisa in due parti soffre lo sbilanciamento nella gestione di contenuti e personaggi nella prima parte che, con uno stacco netto, mette “nel cassetto” le vicende di Sergio Morra per poi recuperarle, senza una chiusura narrativamente efficace nel secondo film. Il sentore è che l’opera, comunque di altissimo livello, viva della sua seconda parte, di impatto emozionale più forte e per certi versi  autoconclusiva, che poteva essere alleggerita di gran parte della prima risultando in un unico film.

 

Alcuni buchi di trama in Avengers: Infinity war

I Marvel studios hanno lavorato egregiamente per dare continuità ad un macro-blocco narrativo che si è sviluppato nell’arco di dieci anni e con quasi il doppio dei film. Tuttavia sono stati commessi alcuni errori grossolani come il poco peso dato al luogo in cui era nascosta la gemma dell’anima o delle incongruenze rispetto alla linea temporale di Spiderman: Homecoming (2017).

   Don_Malakas

DA RECUPERARE:

  • Dogman
  • Deadpool 2
  • Loro

Scopri di più:

 

 

 

 

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