Recensione di “Drive”

Drive: Il gioiello pulp di Refn

L’amore per l’estetica di Nicholas Winding Refn partorisce una pellicola dall’impatto visivo impressionante. Nonostante la trama sia semplice e dall’incipit apparentemente banale, questo gangster movie risulta decisamente sopra la media ed entra di prepotenza nella storia del cinema. Un pilota di auto da corsa arrotonda il suo stipendio facendo da autista per i rapinatori in una Los Angeles notturna che sembra illuminata solo da insegne al neon. La vita del nostro protagonista subirà una scossa quando conoscerà la bella Irene, suo figlio e i suoi vicini di casa, con cui stabilirà un legame molto forte fino all’uscita di prigione del marito di lei.

Drive

Da questo antefatto, che lascia presagire una storia già vista mille volte, la narrazione svilupperà invece un intreccio sempre appassionante, che alternerà momenti di grande delicatezza a esplosioni di violenza che spiazzeranno lo spettatore. Le scene d’azione sono sempre chiare e la regia risulta davvero piacevole e autoriale. Nicholas Winding Refn si dimostra come sempre in grado di creare immagini potenti, affermando il suo stile unico e dimostrandosi ancora una volta un ottimo regista. La fotografia del film sembra quasi un personaggio a sé: ogni inquadratura potrebbe essere incorniciata e appesa a un muro per merito della geometria delle riprese, gestite minuziosamente dal regista, e dell’ottimo lavoro di Newton Thomas Siegel, direttore della fotografia, che insieme sono riusciti a rendere questo film un piccolo gioiello dell’estetica contemporanea.
Il comparto sonoro risulta semplicemente perfetto: lo scarso numero di dialoghi è compensato da una perfetta gestione dei silenzi, che forniscono al protagonista una caratterizzazione istrionica ma efficace. Parlare del suono senza parlare della colonna sonora è impossibile: l’avvincente sound elettronico ci accompagna sin dai primi secondi del film e immerge lo spettatore nell’atmosfera di questa pericolosa Los Angeles. Le canzoni utilizzate si alternano con un montaggio sonoro studiato ad hoc, permettendo una totale immersione nella vicenda senza mai risultare fastidiose.
Gli attori si dimostrano tutti dei grandi interpreti: Ryan Gosling calza alla perfezione nel ruolo che gli è stato assegnato, Ron Perlman e Bryan Cranston, neanche a dirlo, sono sempre bravissimi e conferiscono ai loro personaggi un’anima che nessun altro attore avrebbe potuto dargli. La protagonista femminile, interpretata da Carey Mulligan, fa il suo dovere, facendoci empatizzare con il suo malinconico e sfortunato personaggio.
Un altro aspetto davvero importante di questo film è la violenza, che si manifesta soprattutto sul finale. Refn è un maestro nella gestione di queste scene sanguinarie che molti potrebbero associare al genere “pulp” in cui la tensione è da cardiopalmo e il sangue sgorga a fiumi. Spesso il regista danese decide di assimilare questo aspetto brutale del film a momenti di tranquillità o di delicatezza, come ad esempio quella del bacio, che è una delle più belle del film, nonché uno dei baci migliori degli ultimi anni, grazie alla fotografia che funge da cornice ai due protagonisti, l’utilizzo di una musica che scalda momentaneamente il cuore e la passione degli attori che riescono a rendere quell’istante un quadro che rimane nella memoria dello spettatore.

Drive

Quest’opera, ormai di culto tra i cinefili, potrebbe però non piacere a uno spettatore casuale: i lunghi silenzi che accompagnano la narrazione potrebbero stufare un pubblico poco avvezzo a un cinema che vuole comunicare soprattutto grazie alle immagini. Inoltre l’atto finale potrebbe risultare un po’ eccessivo in termini di violenza per un fruitore molto sensibile alle scene più sanguinolente. Fatta questa piccola precisazione, mi sento in dovere di consigliare questo film a tutti gli amanti del cinema e a tutte quelle persone che cercano un’estetica raffinata, che magari si appassioneranno a un autore così controverso ma straordinariamente talentuoso.

A cura di Federico Antosiano, vincitore del concorso “Scrivi con noi” di Maggio.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *