Recensione di “Chiamami col tuo nome”

Chiamami col tuo nome: una storia immersa nella natura

chiamami col tuo nome

La freschezza, la sensualità e il romanticismo della campagna cremasca sono la cornice dell’ultima fatica di Luca Guadagnino. Quale posto migliore di quei colorati, afosi e sonnolenti paesi immersi nel verde per descrivere la storia di Elio Perlman, un ragazzo italoamericano di origine ebraica che trascorre le vacanze estive insieme ai genitori nella villa di famiglia.

Come ogni anno, il Sig. Perlman, professore di archeologia, ospita un ragazzo per lavorare alla tesi del dottorato. Oliver, studente ventiquattrenne, va a vivere nel periodo estivo con Elio e la sua famiglia per collaborare con il padre. Il giovane diciassettenne rimarrà subito folgorato da Oliver e capirà di provare qualcosa per lui, scoprendo, con il passare del tempo, di essere ricambiato. Questo porterà i due ad una passione amorosa mai vissuta in precedenza, non consapevoli delle conseguenze che ci saranno.

Il film più maturo di Luca Guadagnino

Chiamami col tuo nome (2017) non parla solo di un amore quasi impossibile, ma tratta con estrema limpidezza il tema della giovinezza e del non sapersi trattenere davanti alla passione più vera. Guadagnino, con questo film, che possiamo considerare come ultimo capitolo dell’ipotetica “trilogia del desiderio”, iniziata con Io sono l’amore (2009) e proseguita con A Bigger Splash (2015), confeziona un racconto di formazione di rara intensità.

La sua regia è pulita ed elegante, aiutata anche da una fotografia calda che ne risalta i colori. La macchina da presa resta sempre ben ferma sui due ragazzi, per esaltarne le azioni e gli stati d’animo. Il regista, inoltre, riesce a trasmettere quel senso di armonia, di tranquillità e di spensieratezza della gioventù grazie alle inquadrature di paesaggi di campagna e ai loro personaggi perfettamente scritti e diretti. Partendo dai più conosciuti Armie Hammer (Oliver) e il grande Michael Stuhlbarg (Sig. Perlman), arrivando infine a citare lo splendido Timothée Chalamet (Elio), capace di donare una caratterizzazione al suo personaggio di estrema sensibilità.

Possiamo dire che Chiamami col tuo nome sia il film più maturo, completo e riuscito di Guadagnino. È stata l’opera che più è riuscita a entrare nei nostri cuori, perché capace di trattare con eleganza un argomento difficile e spesso affrontato con superficialità. A testimonianza di ciò anche il fatto che l’opera sia stata acclamata negli USA, guadagnandosi ben quattro nomination agli Oscar e vincendo quello per la Miglior Sceneggiatura non originale. Non ci resta che augurarci che Luca Guadagnino raggiunga la definitiva consacrazione artistica e che continui a regalarci perle di raro valore.

Kowalski

 

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