Recensione di “The first shot” – speciale Festival del cinema di Alessandria

 

Cina – “Per costruire bisogna distruggere”

Cina

Poche settimane fa siamo stati al Festival del cinema di Alessandria. Tra le tante pellicole a cui abbiamo assistito ad avermi colpito maggiormente è stato “The first shot”di F. Francioni e Y. Cheng. Il lungometraggio- un vero e proprio “docu-film”- fa viaggiare lo spettatore per la Cina cento anni dopo la caduta dell’impero, facendo una riflessione sulla sua identità storica.

La prima inquadratura è su una macchina che gira per le vie centrali di Pechino. La macchina da presa – che poi la macchina da presa era uno smartphone – si sofferma più volte sulle insegne dei negozi. Nike, Adidas e Sturbucks ci mostrano come la globalizzazione abbia lasciato una forte impronta nel paese. La sequenza successiva, quasi a esprimere un parallelismo con la prima, ci mostra la giornata di alcuni lavoratori in un cantiere. Il ritmo incalzante dei colpi di scalpelli e picconi sulle macerie diventa metafora del ciclo di vita della Cina . Le macerie, in questa ottica, rappresentano la memoria storica cinese caduta sotto i colpi della globalizzazione. Pare fondata l’inesorabile legge “per costruire bisogna distruggere”.

Dopo un incipit che introduce i due diversi volti della rivoluzione iniziamo a mettere a fuoco i vari temi con le testimonianze dei tre giovani protagonisti. I tre ragazzi sono nati dopo le agitazioni di piazza Tienanmen del 1989 e sono figli di una generazione che non ha vissuto in prima persona “il primo sparo”(the first shot) della rivolta di Wuchang del 10 ottobre 1911.
La loro generazione non ha memoria e nemmeno la possibilità di scegliere. Peng, Liu e You devono accettare di vivere nel presente senza conoscere il passato. Perchè lo stato non permette di ricordare.

 

piazza tienanmen

Tre giovani volti di una Cina oppressa

Peng è un lupo solitario e conduce la vita in un appartamento lontano da tutto e da tutti. Unico compagno di vita è lo smartphone, che utilizza per condurre campagne sui social allo scopo di creare occasioni di dialogo a sfondo storico con i suoi coetanei. Il suo più grande nemico? La censura ovviamente, che rende ogni suo post inattivo e lo fa sentire sempre più insoddisfatto.

Una musica più intensa e malinconica accompagna la ripresa, che si sposta nella giungla urbana per farci conoscere Liu. Il giovane si aggira come un fantasma tra le rovine della vecchia città con un occhio incessantemente rivolto verso i lontani, ma sempre più vicini, grattacieli. La riflessione è sulla velocità del cambiamento . Un cambiamento da cui il ragazzo sembra spaventato e allo stesso tempo attratto. Massima espressione di questo duplice sentimento è la sequenza in cui iI ragazzo è seduto sulla spiaggia e ammira i palazzi sulla sponda opposta del canale. L’immagine che prende forma sembra avvicinarsi ai canoni di quel “sublime” di cui parlava Edmund Burke : il “delightful horror”, ossia tutto ciò che, pur destando idee di dolore o di pericolo, ci incuriosisce e ci affascina.

You è l’ultimo protagonista, nonchè l’unica ragazza. Lei ha compiuto un’altra scelta: se n’ è andata. Ora vive a Londra, dove frequenta l’università, e torna a Pechino solo sporadicamente per salutare la famiglia. La sua decisone non è stata solo di carattere accademico ma , a tutti gli effetti, un atto di rottura verso il regime cinese, troppo rigido e povero di prospettive.

Le tre storie mettono a fuoco la situazione che vivono i giovani in Cina oggi: oppressi, senza un retroterra e con uno sguardo privo di speranze verso il futuro. L’ultima scena del film mostra alcune ragazze cinesi prendere parte a una danza di gruppo. Sembra che la soluzione vista dai registi sia stare in movimento, uniti e con entusiasmo, per costruirsi, mattone dopo mattone, un’ identità propria. Francioni e Cheng assemblano ogni inquadratura con precisione e riescono a far parlare le immagini. Il film,in conclusione, riesce a farci emozionare grazie a scorci suggestivi e a un utilizzo brillante del comparto musicale, facendoci riflettere su un mondo complesso e apparentemente troppo lontano da noi.

Don_Malakas

Per saperne di più:

Guarda il trailer di “The first shot”

Scopri come è caduto il grande impero cinese

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *